Opinioni, 31 luglio 2019

LETTERA DEI LETTORI - Ironizzare sulla malattia? La lettera di un padre che ha perso un figlio per un cancro

Ho letto sul portale Tio.ch l’iniziativa di un padre ticinese 44enne che, colpito da un tumore al colon, ha deciso di “trasformare la malattia in una pagina facebook umoristica” con l’intenzione di “guarire con il sorriso”. Obiettivo che gli auguro di raggiungere nel più breve tempo possibile.

Sulla sua pagina facebook, l’uomo – che indica di essere ricoverato al Civico di Lugano - pubblica un diario online, corredato con foto e commenti ironici. Ad esempio sui vicini di letto che “russano come un'armoniosa orchestra” e sul cibo che “non è così male anche perché il cortisone annulla i sapori”.

Ora, ognuno affronta la malattia come meglio gli riesce. Ben capisco la necessità di reagire in modo positivo a diagnosi che spaventano; di fare, insomma, buon viso a cattivo gioco.

Tuttavia, come padre che ha vissuto il dramma di perdere un figlio per un tumore, non nascondo di essere rimasto scioccato da questa spettacolarizzazione della malattia.

Per due terribili anni ho accompagnato mio figlio nelle varie degenze ospedaliere, fino al triste epilogo. Tentare di girare in burla simili situazioni e simili vissuti può forse giovare al morale di qualche paziente; ma fa male, molto male, a tanti altri malati e familiari di persone che stanno lottando per la vita. O che magari, come nel caso di mio figlio, la battaglia per la vita l’hanno purtroppo già persa.

Trovo oltremodo fuori luogo l’iniziativa del portale di Tio di pubblicizzare questa iniziativa. Per me, e sicuramente per tante famiglie, una simile lettura equivale a spargere sale su ferite che sono ancora aperte, e che lo saranno sempre.

E’ davvero troppo chiedere un po’ di sensibilità nei confronti di chi soffre? Oppure, nella società della commercializzazione ad oltranza, tutto è sacrificabile sull’altare di qualche click in più?

A. A.

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