Svizzera, 16 maggio 2019

Disoccupazione dei frontalieri, per Berna è troppo presto per intervenire

Nella Berna federale ci si interroga sulle conseguenze di un'eventuale adozione della riforma sulla disoccupazione dei frontalieri tuttora in discussione a Bruxelles.

La Svizzera avrebbe molto da perdere se l'UE dovesse cambiare le regole per compensare i disoccupati dfrontalieri. Poiché gli stati europei non sono ancora riusciti a trovare un accordo sulla riforma, il Consiglio federale non può fare nulla in questa fase, fa sapere quest'ultimo in risposta a diverse interpellanze presentate dal gruppo UDC.

Le future presidenze dell'UE dovranno proseguire i lavori per riformare il regolamento sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, ha detto il governo nelle sue risposte pubblicate giovedì. Non esiste ancora una versione definitiva del regolamento riveduto, ma tutti i testi proposti dalle autorità europee prevedono che le indennità di disoccupazione verrebbero pagate ai lavoratori frontalieri dall'ultimo Stato in cui hanno lavorato.

Secondo le stime della Segreteria di Stato dell'economia, questo cambiamento costerebbe alla Svizzera diverse centinaia di milioni di franchi. Attraverso una mozione, il gruppo UDC vuole impegnare il governo a informare Bruxelles già sin
d'ora che la Svizzera non adotterà la riforma. In mancanza di una versione definitiva del nuovo testo, è impossibile conferire un mandato negoziale alla delegazione svizzera alla commissione mista per la libera circolazione delle persone, risponde il Consiglio federale.

Inoltre, l'UE dovrebbe chiedere a Berna di assumere il regolamento riveduto prima che l'argomento possa essere discusso in seno al comitato misto. Il Consiglio federale esaminerà la questione "in modo tempestivo". Data la portata e le ripercussioni di una ripresa dell'accordo, è probabile che l'accettazione debba passare dal Parlamento e possa essere messa in discussione da un referendum.

L'accordo istituzionale non cambierà la situazione, afferma il governo nella sua risposta all'interpellanza di Jean-Luc Addor (UDC/VS). Con o senza accordo, è lecito attendersi che l'UE e i suoi stati membri chiedano alla Svizzera di riprendere la revisione della legislazione dell'UE nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Ogni futuro adeguamento delle disposizioni di coordinamento dovrà essere concordato nell'ambito del comitato misto dell'accordo.  

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