Svizzera, 13 maggio 2019

Madre di famiglia oberata dai debiti, l'Ufficio esecuzione le prosciuga il conto

“Se sono riuscita a dar da mangiare ai miei figli, è stato solo grazie all'aiuto dei vicini e dei miei parenti.” Comincia così la testimonianza di Sandrine (nome di fantasia), una madre di famiglia losannese che ha appena passato uno dei peggiori mesi della sua vita e questo, paradossalmente, proprio mentre si stava riprendendo da un periodo di depressione. Sandrine in questo periodo di difficoltà aveva perso il controllo delle sue finanze, accumulando debiti fino a trovarsi sottoposta a una procedura di pignoramento da parte dell'Ufficio esecuzione del suo cantone. Ufficio esecuzione che le ha, da un giorno all'altro e senza nessun preavviso, prosciugato il conto corrente lasciandola di colpa senza nemmeno un franco a disposizione.

“Ho fatto degli errori, che oggi pago molto caro. Ma me ne assumo le conseguenze. Ma quello che ha fatto l'Ufficio esecuzione, invece, non lo accetto” racconta la donna a “20 minutes, che riporta la vicenda. I suoi problemi sono iniziati, come detto, durante un periodo di depressione che l'ha portata a indebitarsi accumulando precetti esecutivi. Verso la fine del 2018, era riuscita a riprendersi e aveva trovato un accordo con l'Ufficio esecuzione per il rimborso del debito. Ma sfortuna vuole che gli affari per il negozio di cui era proprietaria non andavano bene, è stata costretta a chiudere.

Da gennaio quindi, l'unica sua entrata erano gli alimenti versati dall'ex marito per sè stessa e i figli. Abbastanza per mantenere la famiglia, ma non per rimborsare il debito. Dal momento che non aveva pagato il dovuto, Sandrine era stata convocata dall'Ufficio esecuzione in febbraio. Ai funzionari la donna aveva spiegato la situazione e le era quindi stato chiesto di giustificare la sua incapacità a pagare presentando una serie di documenti entro il primo aprile. Fra questi, un certificato medico di uno dei suoi figli. Ma, a causa dell'agenda fitta del medico, non le era possibile avere un appuntamento prima del 3 aprile, per cui aveva chiesto una proroga. Nonostante ciò, l'Ufficio esecuzione è stato irremovibili, e il primo aprile le hanno prevelato tutto quello che aveva nel conto corrente.

Qualche giorno dopo, lo stesso ufficio aveva concluso che Sandrine era troppo povera perchè le si confischi i soldi che le rimanevano. Tuttavia la losannese aveva dovuto aspettare oltre un mese prima che le restituissero la somma che le avevano prelevato. “È incredibile che si possa lasciare una madre di famiglia senza un franco. E questo senza neanche avvertirla” conclude amareggiata.

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