Svizzera, 07 maggio 2019

Uscito dal carcere, un rifugiato membro di Al-Qaida chiede di non dover pagare 80 mila franchi di spese processuali a suo carico

Un cittadino curdo condannato nel maggio 2014 per sostegno a un'organizzazione terroristica e possessione di documenti falsi dovrà pagare le spese processuali a suo carico, che ammontano a 80'000 franchi. La sua richiesta di esenzione è stata respinta lunedì dal Tribunale penale federale.

L'uomo era stato condannato a una pena detentiva di 39 mesi, tolti i giorni trascorsi in detenzione preventiva. Appena scontata la pena, qualche mese fa, ha presentato una richiesta delle spese processuali a suo carico.

Nella sua decisione pubblicata lunedì, il Tribunale penale federale rileva che la situazione finanziaria del richiedente è migliorata dopo la sua condanna:
lavora al 50% e riceve una mezza pensione AI. Anche sua moglie ha trovato un lavoro.

Secondo la corte, la coppia ha due figli e ne aspetta un terzo. Il tribunale ha calcolato che la famiglia dispone di una somma di circa 1000 franchi al mese, al netto delle spese.

Originario dell'Iraq, quest'uomo, entrato in Svizzera in qualità di richiedente l'asilo (la cui domanda d'asilo era poi stata approvata) aveva sostenuto la rete terroristica di al-Qaeda insieme a suo fratello. Su Internet, i due uomini hanno creato una struttura che include forum e "chat room", con cui diffondevano propaganda jihadista. Il fratello era stato condannato a due anni di prigione.

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