Sport, 07 maggio 2019

René Morf: “Celestini emblema del Lugano. Attenzione al mercato e alle distrazioni!”

La bandiera dei bianconeri è intervenuta analizzando l’ultima parte di stagione che spetta al club ticinese

LUGANO – La vittoria ottenuta domenica contro il Lucerna ha proiettato il Lugano al terzo posto in classifica. Un balzo importante, un salto in zona europea che fa felice anche il presidente Renzetti, ma il campionato resta equilibrato, la classifica stretta e ogni passo falso potrebbe essere pagato a caro prezzo. “È incredibile vedere la graduatoria – ha sottolineato René Morf, storica bandiera dei bianconeri – Fino a fine stagione sarà così ed ecco perché continuare ad avere costanza sia di rendimento che di gioco, come sta accadendo al Lugano che ha centrato 10 risultati utili consecutivi, sarà fondamentale. Peccato solo che YB e Basilea si siano immediatamente e inesorabilmente staccate, altrimenti sarebbe stato un campionato incredibile fino in fondo”.

Lugano terzo in classifica, te lo saresti aspettato?
I bianconeri sono stati bravi a fare quadrato, a restare concentrati e sul pezzo anche nei momenti di difficoltà: questo in passato non succedeva. Il merito di tutto questo lo do sia alla società che, e soprattutto, a Fabio Celestini. È diventato il faro, il centro e il punto di riferimento, permettendo al presidente di defilarsi e di lasciare più tranquillo il gruppo: questo è davvero importante.

Celestini è quindi forse il vero “top” di questo Lugano…
Guardate come sta gestendo il gruppo. Col Lucerna in panchina c’era un certo Sadiku che non è entrato neanche in campo: chi altro lo avrebbe fatto? E non si è sentito neanche un mugugno. Questo è merito suo. Certo i risultati che arrivano aiutano tutto questo clima, tutta questa serenità e permettono alla squadra di concentrarsi solo sul campo. Poi ovviamente non va sottovalutato il valore della rosa: non gioca Armando? In campo vanno Gerndt, Bottani e Junior… mica male! Fabio ha come dictat quello di dominare il gioco, di palleggiare e di avere il possesso del pallone: in rosa non ha semplicemente 11 giocatori in grado di farlo, ma 15-16 possibili titolari.

Mancano 4 partite e il Lugano, nonostante sia terzo, deve comunque guardarsi le spalle. Come vanno affrontate queste ultime e decisive gare?
Stiamo entrando nella fase calda del campionato, ovviamente essendo terzi i ragazzi saranno motivatissimi, ma in questo periodo tante cose potrebbero distrarti: ci sono i rumors di mercato, quelli dei rinnovi, quelli relativi al possibile passaggio di proprietà. Se Celestini riuscirà a isolare la squadra da tutto questo, in modo da farla concentrare sulle prossime partite, allora il grande risultato potrebbe arrivare. Se invece le distrazioni esterne riusciranno a penetrare nello spogliatoio… tutto potrebbe cambiare.

In precedenza hai nominato Junior. A fine anno partirà: dove potrebbe fare il definitivo salto di qualità?
È una domanda complicata. Prendete Alioski e Sadiku: a Lugano hanno fatto benissimo, in coppia, in quel contesto facevano la differenza, ma una volta divisi non sono più riusciti a imporsi come a Cornaredo. In ogni caso il talento di Junior non si può discutere… in ogni caso non deve fare il passo più lungo della gamba, deve andare in una squadra dove potrà giocare e mettersi in luce, non dove rischierà di essere uno dei tanti. Altrimenti anche la saudade potrebbe farsi sentire…

Junior, prima di partire, però deve fare l’ultimo regalo al suo Lugano:portarlo in Europa!
Certo, ma deve restare concentrato. Ho sentito alcune sue parole che potrebbero dare un segnale non confortante: ha risposto alle critiche mosse nei suoi confronti a inizio stagione, parlando del suo infortunio rimasto nascosto, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. Sembrerebbe non focalizzato al 100%.

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