Sport, 26 aprile 2019

I medici gli dicono di smettere di giocare, lui consulta uno sciamano e continua: muore in campo a 28 anni

Questa l’assurda vicenda che è costata la vita a Papy Faty, 28enne calciatore del Burundi

PIGGS PEAK (Swaziland) – Una vera tragedia che sta assumendo dei contorni davvero assurdi, quella che ha colpito il mondo del calcio e che ha visto come triste protagonista Papy Faty, centrocampista di 28enne del Burundi, deceduto in campo a causa di un attacco di cuore durante una partita dei suoi Malanti Chiefs, squadra dello Swaziland.

I soccorsi dei medici sono stati inutili: l’infarto è avvenuto dopo 15’ di partita e gli è stato fatale. In passato il calciatore aveva già avuto problemi cardiaci, tanto è vero che il primo malore avvenne nel 2015. Dopo diversi controlli, che lo costrinsero a diversi stop durante la carriera, era giunta anche la richiesta dei medici di porre fine alla sua attività agonistica.

“Il dottore mi disse che l’apparecchio che mi avrebbe messo nel cuore mi avrebbe aiutato in caso di crisi cardiaca, ma rifiutati – ha raccontato lo stesso Faty il giorno prima della sua morte – Magari è sbagliato, ma ci sono persone che usano erbe tradizionali per curare altre persone e, che Dio mi perdoni, ho consultato un sangoma e, nonostante sia musulmano, sentivo che mi stavano succedendo cose strane, sembrava che avessi il malocchio e volevo controllare”.

Faty, insomma, non ha ascoltato il parere dei medici e ha continuato a giocare: una decisione risultata fatale.

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