Mondo, 23 aprile 2019

Brucia un simbolo cristiano ed i musulmani esultano

Disastro Notre-Dame: incidente o attentato? In ogni caso, è ora che l’Europa si svegli

L’incendio alla cattedrale di Notre-Dame è stato un duro colpo al cuore dell’Occidente cristiano. Non tanto per il valore artistico di quanto andato in fumo, che gli esperti contestano, ma per il ruolo-simbolo di quello che era, “et pour cause”, uno dei monumenti più ammirati della Francia.

L’onda di solidarietà è stata soprattutto francese. La fallita Unione europea non si è certo “tirata giù la pelle di dosso”. Forse il presidente “diversamente astemio” della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker al momento della catastrofe non era sobrio (era già sera). Chissà perché, c’è come il vago sospetto che, se fosse andata a fuoco un’importante moschea, la maggioranza politica - quella asservita al pensiero unico spalancatore di frontiere, multikulti ed islamofilo - avrebbe reagito assai diversamente. E di certo non avrebbe perso l’occasione per puntare il dito contro gli odiati “sovranisti”.

Lo squallore di “Micron”

Particolarmente squallido, ma non c’era da attendersi altro, l’atteggiamento del presidente francese, il soldatino dell’establishment Emmanuel Macron. Essendo la sua popolarità in caduta libera, Monsieur le Président tenta di cavalcare la disgrazia nazionale per il proprio tornaconto personale. Dunque si spaccia per colui che ricostruirà la cattedrale bruciata a tempo di record. Per la serie: sia benedetto l’incendio che mi consente di fare marketing di me medesimo. Miserevole.

Non sapremo mai la verità

La devastazione della Cattedrale di Notre-Dame viene venduta come incidente. Ma è davvero così? O si è invece trattato di un attentato islamista? La verità non la sapremo mai. Se il disastro fosse di origine dolosa ed islamica, la casta immigrazionista e la stampa di regime ad essa asservita (ovvero la stragrande maggioranza dei mass media) ben si guarderebbero dal farlo sapere. Perché sarebbe la conferma che bisogna chiudere le frontiere e rimandare al natìo paesello troppi migranti (economici) non integrati e non integrabili che si sono installati nel Vecchio Continente. Sarebbe, soprattutto, la sconfessione totale delle politiche globaliste della casta. Senza contare le conseguenze elettorali – devastanti per l’establishment – della scoperta che la cattedrale è bruciata per mano di un migrante musulmano.

Alcuni dati di fatto

Certo è che il numero delle chiese francesi
bersaglio di atti vandalici è impressionante, e continua a crescere. Molti in particolare gli incendi. Ma naturalmente la casta verrà a raccontare che in Francia gli edifici sacri sono costruiti con materiali particolarmente infiammabili. Come no!

Sul tema, il “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli ha pubblicato un documentato articolo sul suo sito.
Gli eccessi migratori in Francia hanno devastato il paese, riempiendolo di giovani musulmani non integrati e non integrabili. Da anni ormai gli ebrei fuggono dalla Francia dove, a seguito dell’avanzata islamista, si trovano in pericolo. La polveriera è destinata ad esplodere: è solo questione di tempo.

In più, dal 2001 ad oggi, sono stati conteggiati oltre 35mila attentati di matrice islamica nel mondo. E (come rileva il “Ghiro”) l’incendio a Notre-Dame è scoppiato ad un mese esatto dall’attacco in due moschee a Christchurch, in nuova Zelanda.

Vista la situazione, in particolare in Francia, non ci sarebbe niente di strano nel pensare che il rogo non sia stato un incidente. E la fretta con cui - per evidente comodità politica – è stata accantonata la pista islamista è quantomeno sospetta.

Quelli che esultano…

Attentato o incidente che sia, resta il fatto che – in Francia come pure in Europa – gruppi
islamisti hanno esultato per la distruzione di Notre-Dame. Questo è gravissimo. Se tra gli islamisti che godono per la devastazione di un simbolo dell’Occidente cristiano ce ne sono di residenti in Svizzera, costoro vanno espulsi per direttissima. Föö di ball! Se qualche cittadino elvetico si fosse sognato di festeggiare la distruzione di una moschea, i moralisti a senso unico starebbero starnazzando al “razzismo” a pieni polmoni, ed avrebbero già infesciato il Ministero pubblico di denunce penali.

Qui, invece, silenzio tombale: ai migranti in arrivo da “altre culture” è permesso tutto. Il loro razzismo nei nostri confronti non è mai un problema, idem dicasi per il loro antisemitismo e per la loro cristianofobia. Non se ne può nemmeno parlare! Ed in particolare non ne parla l’inutilissima e strabica Kommissione federale contro il razzismo, presieduta da un’ex politicante del PLR, che serve solo ad accusare gli svizzeri di razzismo per costringerli, sotto la pressione del ricatto morale, a “far entrare tutti” e ad autodiscriminarsi. Per questo, tale inutile commissione va abolita subito.Se anche non ci fosse stato attentato, il fatto che migranti islamisti festeggino la catastrofe di Notre-Dame è grave più che a sufficienza per imporre di: - inasprire la politica di immigrazione (chiusura delle frontiere) - procedere con le espulsioni di personaggi non integrati e non integrabili - cominciare seriamente la lotta all’avanzata islamista, con misure concrete.

E questo non solo in Francia, ma anche da noi. “En marche!”, come direbbe qualcuno!

Lorenzo Quadri / MDD

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