Svizzera, 22 aprile 2019

Canone più caro d’Europa: le giravolte dell’economia

Prima sostengono la nuova legge. Poi si accorgono che è un boomerang. E il conto... ?

Prosegue il circo sul canone radioTV più caro d'Europa. I rappresentanti dell’economia oggi protestano per l'imposizione delle imprese. Ma è utile ricordare che questi ambienti, un tutt’uno con i politicanti della casta, a suo tempo non si sono opposti alla nuova Legge sulla radiotelevisione che ha reso il canone obbligatorio per tutti, aziende comprese; e neppure hanno sostenuto la “criminale” iniziativa No Billag.

Questo perché gli inciuci tra la casta e l’emittente di regime sono troppi forti. La SSR fa propaganda politica a sostegno della partitocrazia e dei suoi politicanti, e contro gli odiati “populisti”. Naturalmente solo contro i “populisti” di destra. A quelli di Sinistra (vedi “onda verde”) regge la coda ad oltranza.

Imbarazz, tremend imbarazz

Sicché quei politicanti della casta, che sono contemporaneamente lobbysti degli ambienti economici, si sono trovati in una situazione di imbarazz, tremend imbarazz. Mettendosi contro la Tv di Stato rischiavano di esporsi alle rappresaglie della medesima. Ovvero: niente più inviti a dibattiti oziosi né interviste in ginocchio. Quindi, niente più possibilità di mettere fuori la faccia davanti alle telecamere; niente più campagna elettorale con i soldi del canone. Tuttavia, accontentare l’emittente di regime - o la capodipartimento del partito “giusto” significava scontentare gli ambientieconomici stessi. Tenere il piede in troppe scarpe può diventare assai complicato!

Avessero remato contro...

Adesso, ma tu guarda i casi della vita, le aziendesi accorgono che, a seguito della nuova Legge sulla radioTV, appoggiata anche dai loro soldatini sotto le cupole federali, non solo pagano anche loro il canone, ma lo pagano ad un costo spropositato. La pillola annuale può superare i 35mila franchetti. Oltretutto l’ammontare è calcolato in base alla cifra d’affari e non all’utile.Tutte cose che si sapevano benissimo già nel 2015, ai tempi della votazione sulla nuova LRTV, entrata in vigore ad inizio del corrente anno di disgrazia 2019.

Ma allora dai soldatini dell’economia non giunse un cip di protesta. E, se pensiamo che la LRTV venne approvata in votazione popolare con uno scarto irrisorio, attorno alle 3000 schede in tutta la Svizzera, ci rendiamo ben conto che, se gli ambienti economici avessero “remato contro”, la legge che oggi loro stessi contestano con tutta probabilità non sarebbe mai entrata in vigore.

Adesso che arrivano le fatture del canone, i rappresentanti dell’economia “improvvisamente” escono dal letargo e contestano sia l’imposizione che il metodo di calcolo.

Due varianti

Come leggere questa ennesima giravolta della casta? Le interpretazioni possibili sono solo due.
Variante “io non c’ero e se c’ero dormivo”. Ipoliticanti che rappresentano gli ambienti economici, nella foga di reggere la coda all’emittente di regime, hanno approvato giulivi la nuova legge sulla radioTV senza nemmeno sapere cosa votavano. Adesso che le aziende si trovano le salate fatture sul tavolo, tentano goffamente di metterci delle pezze a posteriori.

Variante “furbetti del quartierino”. I politicanti di cui sopra hanno votato con cognizione di causa. Con in testa un disegno ben preciso. Prima mossa: approviamo la nuova legge per fare contenti gli amici della SSR. Seconda mossa: troviamo il modo di esonerare le aziende dal pagamento, per poi infinocchiare i cittadini scaricando sul loro groppone tutti i costi.

Aspettiamo l’iniziativa

Che far pagare anche alle aziende il canone più caro d’Europa sia illogico, è chiaro. Non si va in ditta per guardare la televisione, ma per lavorare. Almeno altrettanto chiaro è però che, in caso di esenzione delle società, la quota di canone che verrebbe a mancare NON dovrà finire a carico dei cittadini! Semplicemente, la SSR gonfiata come una rana — dovrà accontentarsi di meno entrate!
Intanto aspettiamo il lancio dell’iniziativa popolare per abbassare il canone a 200 Fr.

Lorenzo Quadri / MDD

Guarda anche 

Si butta nel fiume per sfuggire alla polizia

Un uomo sospettato di aver rapinato sabato un negozio di elettronica a Bremgarten, nel canton Argovia, è saltato nel fiume Reuss con il suo bottino per sfuggire al...
15.07.2019
Svizzera

Richiedente l'asilo minorenne colpisce la sua insegnante rompendogli la mascella, dopo due giorni di carcere di nuovo libero

Un richiedente l'asilo siriano di 14 anni, residente nel comune argoviese di Möriken-Wildegg, ha aggredito la sua insegnante perchè questo voleva controll...
15.07.2019
Svizzera

Cambiamenti climatici, quell'anno in cui l'estate in Svizzera non arrivò

Siamo nell'aprile del 1815, dall'altra parte del mondo, e più precisamente sull'isola indonesiana di Sumbawa. Il vulcano Tambora erutta. A metà ...
12.07.2019
Svizzera

L'ambasciatore UE a Berna minaccia la Svizzera sull'accordo quadro, "Svizzera se non ti siedi al tavolo verrai mangiata"

L'ambasciatore dell'UE in Svizzera Michael Matthiessen (nella foto), in un discorso tenuto mercoledì a un evento presso l'ambasciata finlandese a Berna...
12.07.2019
Svizzera