Ticino, 07 marzo 2019

Dal “ringiovanire le vagine” in Italia a medico del traffico in Ticino a 900 franchi l'ora

490 franchi per una visita di 20 minuti. È questa la fattura che un medico italiano, tale Andrea Bonanno, ha fatto pagare a una cittadina svizzera nella sua funzione di “medico del traffico”, figura creata recentemente nell'ambito di Via Sicura e che in Ticino negli scorsi mesi è salito alla ribalta a causa di tariffe ritenute esorbitanti e poco trasparenti, oltre che per i dubbi sull'utilità di tale funzione.

La cittadina svizzera si è quindi rivolta all'esponente dell'UDC Tuto Rossi e gli ha inviato una foto della fattura (vedere sotto) che Rossi ha poi pubblicato sul suo profilo Facebook, con un commento in cui critica aspramente la figura del medico del traffico, l'onorario e il Consiglio di Stato stesso. Scopriamo quindi che di medici del traffico non ce n'è solo uno ma bensì tre, tutti e tre italiani. E nel caso specifico sollevato da Rossi, con qualifiche che poco hanno a che vedere con la circolazione. Si tratta infatti di tale Andrea Bonanno, medico che si occupa, stando al suo sito, "di ricostruzione genitali, vaginoplastica, falloplastica, ringiovanimento vaginale e chirurgia del transessualismo mediante colonvaginoplastica".

“Dopo la De Cesare, ecco un medico di Trapani (!!!) con una specializzazione bizzarra, che ha capito che in Ticino si può fare un
sacco di soldi sulla pelle dell'automobilista, poichè i capi della Sezione della Circolazione se ne fregano dei problemi del cittadino che li mantiene (tanto loro guadagnano 10'000 franchi al mese e devono dire grazie solo al partito politico che li ha piazzati al caldo)” commenta Rossi, il quale contesta anche la fattura stessa, in cui non viene contemplata l'IVA.

Da parte sua Bonanno ha risposto al messaggio di Rossi e sostiene che sta seguendo dei corsi a Coira, che le tariffe sarebbero quelle consigliate dalla sezione della circolazione e che le sue “prestazioni mediche” sarebbero esenti IVA.

Nella sua replica a Bonanno Rossi, pur accusando il medico italiano di praticare tariffe che “in Italia non gliele paga nessuno”, precisa che le sue critiche non sono tanto all'indirizzo di Bonanno ma piuttosto del Consiglio di Stato e i funzionari dell'amministrazione cantonale per aver permesso tutto questo.










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