Sport, 03 gennaio 2019

Ambrì impallinato, Lugano da infarto: il 2019 regala subito emozioni

Prima giornata del nuovo anno in chiaroscuro per le squadre ticinesi: i leventinesi non sono mai entrati in partita a Zugo, i bianconeri hanno rischiato di fregarsi con le proprie mani

LUGANO – Non sarà un derby banale quello che andrà in scena venerdì alla Cornèr Arena. Non sarà una sfida da altissima classifica – anche se in realtà, ora che anche il Lugano è tornato sopra la linea, con una vittoria entrambe farebbero un passo importante verso la top-4 della graduatoria – ma sarà un derby delicato che metterà di fronte due squadre diversissime, non solo per quanto concerne il gioco, ma anche per il periodo di forma.

L’Ambrì scenderà sulle rive del Ceresio con la seconda sconfitta consecutiva sul groppone. Una sconfitta, quella di Zugo mai in discussione perché i ragazzi di Cereda, è giusto dirlo, non sono mai praticamente scesi dal bus. Non sono rimasti nel 2018, quello è chiaro, ma se non ci fosse stato Conz nel primo periodo, il risultato finale sarebbe potuto essere anche ben più largo del 6-2 finale. Spento, senza quel fuoco sacro che ne ha caratterizzato i primi mesi di stagione, l’Ambrì ha incamerato la terza sconfitto contro quei Tori che, trascinati da un Martschini formato super, guidano la classifica con 58 punti. I leventinesi hanno provato ad aggrapparsi ancora una volta a Kubalik – ancora una rete per lui – ma davvero ieri alla Bossard Arena non c’è stata partita.

Di fronte i bianconblù si troveranno un Lugano che, seppur non trascinato
dai suoi stranieri (Klasen è stato ancora lasciato in tribuna) che ancora una volta non riescono a incidere e a lasciare il proprio nome sul tabellino dei marcatori, ha centrato la sua terza vittoria consecutiva. La seconda di fila fuori casa: se non è un miracolo, vista la stagione, poco ci manca! Un Lugano che non riesce proprio a vivere 60’ sereni e non li fa vivere neanche ai propri tifosi che, esattamente come successo col Bienne, prima o poi avranno bisogno di una camomilla al termine delle partite. Sì perché i clamorosi errori di Chroney e della premiata ditta Wellinger-Jecker (sommati alla sfortuna di Merzlikins che un’autorete come quella concessa sul gol di Corvi non la subisce neanche sotto tortura) hanno rischiato di gettare al vento il lavoro fatto in precedenza da Morini, Riva e Loeffel. Si sono comunque visti passi avanti rispetto al recente passato, anche al cospetto di un Davos che, seppur penultimo, è in costante crescita sotto la guida di Vitolins.

In casa bianconera, però, vista la situazione non conviene fare troppo gli schizzinosi e incamerare senza batter ciglio una vittoria tanto pesante quanto importante. Dalle parti della Valascia, invece, servirà non lasciarsi trascinare dalle emozioni negative, per poter fare quadrato e mettere nel mirino il derby di venerdì. Quello sì che entrambe le squadre non possono sbagliarlo. Figuriamoci perderlo…

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