Svizzera, 12 novembre 2018

Riuscirà il "populismo di sinistra" a sconfiggere l'iniziativa per l'autodeterminazione?

Sembra il mondo all'incontrario: l'UDC, il partito che fino a poco tempo fa faceva campagne aggressive con le pecore nere, i corvi o i burqa minacciosi adesso, con la sua iniziativa per l'autodeterminazione, si presenta sui cartelloni con uno stile sobrio e calmo: normalissime persone con in mano un foglio con scritto "Sì alla democrazia diretta".

A far più discutere è invece lo stile degli oppositori: il Tages-Anzeiger per esempio qualifica la loro campagna di "stridulo acuto" che riduce al silenzio gli argomenti degli iniziativisti. Secondo il giornale zurighese, a sentire parlare gli oppositori sembra che in Svizzera i diritti umani non esistono, e se esistono, è grazie a tribunali e istituzioni internazionali e non certo grazie alla Svizzera. E sicuramente non grazie alla Costituzione. "È come se nessun diritto umano fosse garantito dalla costituzione".

Un altro esempio ce lo da il pubblicista René Zeyer che in un video intitolato "la furbizia degli iniziativisti" pubblicato sul sito Persoenlich.com si mostra treconsiglieri nazionali UDC, Andrè Glarner, Magdalena Martullo-Blocher e Roger Köppel in un cavallo di troia pianificare tutta una serie di azioni in caso di approvazione dell'iniziativa per l'autodeterminazione. "Con l'iniziativa per l'autodeterminazione vogliamo ingannare il popolo" inizia così il video dove poi si vede i greci-UDC pianificare le loro prossime mosse  come l' abolizione dei tribunali o l' abolizione dell'assicurazione invalidità per citarne due. In pratica, con questa iniziativa l'UDC avrebbe in mente di smantellare la democrazia e i diritti umani.

Argomentazioni chiaramente esagerate che non piacciono a tutti. "I dibattiti in democrazia diretta sono sempre più combattuti con argomenti e slogan discutibili e ingiusti", afferma il politologo Sandro Lüscher interpellato da 20minuten.

Secondo Lüscher, quello che gli oppositori all'iniziativa stanno facendo con i loro argomenti fasulli o esagerati, non è altro che "populismo di sinistra. "Organizzazioni come Operazione Libero o Amnesty Svizzera usano sempre più un linguaggio populista nelle loro campagne". Tipico del loro stile è la forte semplificazione del proprio messaggio.

Lüscher critica in particolare la diffamazione degli iniziativisti come "irriducibili", come nella recente campagna degli oppositori del SBI, i quali settimana scorsa hanno fatto pubblicare sulla prima pagine del 20 minuten una pubblicità dove gli iniziativisti venivano qualificati come irriducibili e consigliava ai lettori di "autodeterminarsi e votare no" (vedi immagine sotto). Lo scienziato politico avverte che con questo tipo di campagne soffre la qualità delle decisioni, perché manca un dibattito sui contenuti.



Il professore di legge di Friborgo, Marcel Niggli, ha commentato in modo simile sul "Weltwoche". "I sostenitori vengono ritratti come nostalgici di campagna, mentre i loro oppositori sono presentati come persone intelligenti e cosmopolite". Per Niggli, più la campagna degli oppositori si fa virulenta e priva di fondamenta, più lui è convinto della bontà di votare sì.

Gli oppositori da parte loro non ritengono di fare nulla di sbagliato. Andrea Huber, direttore dell'Alleanza per una società civile, sottolinea che le organizzazioni collegate all'UDC continuerebbero a diffondere bugie - ad esempio, che la democrazia diretta sarà sepolta in caso che l'iniziativa sia rifiutata. Si riferisce al video di Operation Identité Suisse. In esso, per conto di una "Organizzazione per il diritto internazionale", figure oscure privano i cittadini votanti delle buste elettorali.

Huber difende lo stile degli oppositori: "Non possiamo guardare un sorriso piacevole, mentre i nostri diritti umani vengono erosi". Il video con il cavallo di Troia, secondo Huber, potrebbe andare troppo lontano - ma l'immagine è corretta. Per mezzo di iniziative, le persone possono cambiare costantemente la Costituzione, anche se i diritti umani sono colpiti: "L'UDC vuole eliminare il freno e il correttivo della Convenzione europea dei diritti dell'uomo".

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