Opinioni, 12 novembre 2018
Mattia Melera - Globalizzazione o sovranismo? Alcune riflessioni sull’armistizio del 1918
Esattamente cento anni fa terminava la prima guerra mondiale. Considerato il primo grande conflitto armato, fu caratterizzato da una furia omicida sino ad allora impensabile, spinta soprattutto dagli enormi progressi tecnologici nell’ambito bellico.
Tale anniversario è stato celebrato in tutta Europa, per non dimenticare i quattro anni di terrore che misero in ginocchio praticamente l’intero occidente e buona parte del resto del mondo.
Anche il Ticino ha voluto lanciare un chiaro segnale, motivo per cui il Consigliere di Stato Norman Gobbi si è recato a Bellinzona per ricordare i nostri avi che tragicamente perirono in quel conflitto infernale.
Clima di raccoglimento ed attimi di riflessione per tutti?
Ognuno a modo suo, verrebbe da dire…
Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli ha infatti deciso di esprimersi diversamente, paragonando il clima di quel triste quadriennio all’avanzata dei partiti di destra in Europa, parlando addirittura di “rigurgiti che evocano il rintanamento dentro i confini…”.
Insomma, per l’on. Bertoli difendere i propri confini e far valere la sovranità nazionale rappresenta un fattore di rischio per un potenziale conflitto?
A mio parere, l’unico modo per evitare una escalation di odio consisterebbe nell’ascoltare maggiormente i bisogni dei
cittadini. Il secondo conflitto mondiale, ad esempio, è stato in gran parte alimentato dal malessere dei popoli, troppe volte ignorati o addirittura ridotti alla fame (vedasi umiliazioni alla Germania dopo aver perso la prima guerra mondiale).
L’affermazione di Bertoli secondo cui “la storia non ha insegnato molto” è sicuramente veritiera, ma non tanto per il desiderio attuale di sovranismo da parte dei popoli europei, bensì visti i danni che una eccesiva non curanza del malessere dei cittadini può causare. Va poi ricordato che i conflitti solitamente non nascono a causa di chi vuole difendere i propri confini, bensì da coloro i quali hanno mire espansionistiche e vorrebbero calpestare intere nazioni.
I due conflitti mondiali sono quindi stati scatenati dall’intenzione di proteggere i propri confini nazionali o dai governi che hanno fatto leva sulle problematiche dei cittadini troppo a lungo ignorati?
Ognuno tragga le proprie conclusioni, ma sicuramente il clima di sfiducia verso i governi globalisti dovrebbe far riflettere coloro i quali hanno preferito dare priorità ad una globalizzazione selvaggia piuttosto che ai bisogni dei propri concittadini.
Mattia Melera
Consigliere Comunale Lega Arbedo-Castione
Coordinatore Movimento Giovani Leghisti Bellinzonese e Valli