Magazine, 13 ottobre 2018

Giovani chiusi in casa volontariamente: il fenomeno dell’Hikikomori

Nella vicina Italia si registrano già 100'000 casi di ragazzi tra i 12 e i 30 anni che smettono di andare a scuola, di uscire e di relazionarsi con la famiglia. È la nuova tendenza proveniente dal Giappone

LUGANO – Non escono di casa, ma amano gli eroi che devono compiere delle missioni, si sentono superiori ma non sanno gestire le emozioni: sono gli Hikikomori, ovvero quei giovani che vivono isolati nelle loro camere da letto per mesi o anni.

Stando a tanti esperti, si tratta di una sindrome e non di un semplice problema. Il tutto inizia con un’auto-reclusione totale di almeno sei mesi che comporta l’abbandono anche della scuola. Il tutto perché questi ragazzi iniziano a sentirsi inadeguati per la nostra società, non si piacciono fisicamente e,
inoltre, manifestano problemi di relazione. Problemi che poi portano problemi anche fisici, come il mal di pancia prima di andare a scuola o all’università.

Per sfuggire a questa realtà, di conseguenza, si chiudono in camera, giocando ai videogiochi, navigando su internet, mentre alcuni diventano narcisisti sentendosi completamente superiori da non riuscire a confrontarsi con gli altri. Il tutto perché non riescono a gestire le proprie emozioni.

Nella vicina Italia si parla di circa 100'000 casi, un numero in crescita costante.

Guarda anche 

Criminalità transfrontaliera, Stefano Quadri (Lega) chiede il conto: “Quanto costa al Ticino la frontiera con l’Italia?”

Il Ticino continua a pagare il prezzo della sua posizione geografica. Non solo in termini di sicurezza, ma anche di costi concreti per polizia, giustizia e sistema car...
28.05.2026
Ticino

Ecco i messaggi deliranti dell'attentatore di Modena. Salvini all’attacco: “Revocare cittadinanza e permesso a chi commette gravi reati”

Il caso di Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo essersi lanciato con l’auto sulla folla nel centro di Modena, continua a far discutere. Sabato 16 maggio, seco...
19.05.2026
Mondo

Dipendente pubblico timbrava in Italia e lavorava in Ticino: “E domani chi controllerà i frontalieri disoccupati?”

Il caso del dipendente comunale italiano che, secondo l’accusa, timbrava il cartellino in un Comune dell’Alto Varesotto per poi venire a lavorare in Ticino...
21.05.2026
Ticino

Tovaglieri dopo il caso Modena: “Fallimento dell’immigrazione di massa sotto gli occhi di tutti”

L’intervento di Isabella Tovaglieri sul caso di Modena mette il dito nella piaga. Dopo l’auto lanciata sulla folla nel centro della città emiliana, ...
18.05.2026
Mondo

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto