Mondo, 03 ottobre 2018

Copenaghen, bar e ristoranti ostaggi delle gang di migranti (VIDEO)

“Ho tre opzioni: vendere il mio bar, chiuderlo, oppure continuare a lottare”. Jane è la proprietaria del Viking bar di Copenaghen. Come tanti altri locali nel quartiere Norrebro, quello di Jane è ostaggio delle varie gang di immigrati islamici. Minacce, estorsioni, intimidazioni e violenze sono ormai una realtà radicata da anni nella capitale danese. Tutti sanno, nessuno dice nulla. Tutti pagano il pizzo, nessuno ha il coraggio di denunciare. “Puoi provare a chiedere anche al ristorante qui davanti o in qualsiasi altro posto, è inutile. Nessuno ti dirà la verità. Hanno troppa paura perché queste persone minacciano di farti del male o di spararti. È già successo. Sono l’unica, qui, che denuncia la situazione.”  

“Siamo degli ostaggi”

Una sera un giovane ragazzo è entrato al Viking e ha detto di voler parlare con la proprietaria. “Sono uscita e ad aspettarmi c’erano altri cinque ragazzi che mi hanno circondata. Parlavano una lingua diversa dalla mia. Mi hanno chiesto dei soldi, ma io gli ho detto di no e sono rientrata”. Jane conosce di vista questi ragazzi. Vivono a Mjolnerparken, considerato da alcuni politici danesi un ghetto dove la Sharia ha più forza della Costituzione del Regno. Ma la proprietaria ha deciso di non cedere e non pagare il pizzo. L’inizio di un incubo senza fine. “Il giorno dopo, intorno alla mezzanotte, hanno fracassato tutte le finestre del bar. Io ho sentito tutto perché abito proprio qui sopra ed è stato terribile – racconta Jane – E poi, in un’altra occasione, hanno iniziato a tirare mattoni dentro il locale. Uno ha sfiorato la testa di un cliente”. 

“Viviamo nella paura”

Da quel momento la vita di Jane e della sua famiglia non è più stata la stessa. “Vivo costantemente nella paura”, confida. Un altro abitante del quartiere ci racconta il nuovo metodo usato dalla gang di immigrati. “Si piazzano in gruppi da 10 o 20 davanti all’ingresso dei locali. I clienti, naturalmente, si spaventano e per paura non entrano. Non è direttamente illegale come cosa, ma in questo modo riescono a far fallire le attività”, spiega. Proprio per questo, molti bar e ristoranti di Norrebro hanno oscurato i vetri dei locali per impedire a queste persone di intimidire i clienti all’interno. “A volte si mettono davanti alle finestre e iniziano a fissare i clienti mentre mangiano. Oppure si appostano con la macchina, restano fermi qualche minuto, poi ripartono”.

Abbiamo provato a parlare con altri proprietari di bar e locali, nessuno, però, ha voluto raccontare questa situazione. E anzi, uno di loro temeva addirittura che lo stessimo registrando di nascosto ed era spaventato. Jane per prima ha provato diverse volte a convincere amici e conoscenti a denunciare, senza successo. “Ormai le persone hanno accettato tutto questo come fosse la normalità“.

(via gliocchidellaguerra.it)

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