Dal 1° maggio 2026 la Danimarca introdurrà l’espulsione automatica per i cittadini stranieri condannati ad almeno un anno di carcere per reati gravi: stupro, violenza aggravata, crimine organizzato, traffico di droga. La riforma è stata annunciata dal governo della premier Mette Frederiksen e presentata dal ministro dell’Immigrazione Rasmus Stoklund.
Oggi l’espulsione deve essere compatibile con la Corte europea dei diritti dell’uomo e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, valutando legami familiari e rischio di trattamenti inumani. Negli ultimi cinque anni 315 stranieri condannati a oltre un anno non sono stati espulsi. «È inaccettabile», ha dichiarato Stoklund.
Con la nuova legge l’espulsione diventa la regola generale. Coinvolti anche richiedenti asilo e rifugiati senza cittadinanza. Previsti braccialetti elettronici per chi viola obblighi di firma e controlli più stretti sugli irregolari. Il governo ammette il possibile conflitto con Strasburgo. Frederiksen: «Agiamo in modo non convenzionale».
La linea dura non è nuova: quasi 2.600 espulsioni nel 2025 e obiettivo “zero rifugiati spontanei”. Le associazioni parlano di attacco alle convenzioni internazionali. Copenaghen replica: prima la sicurezza dei cittadini. In Europa il dibattito è aperto.
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