Opinioni, 01 ottobre 2018

Marioli: "Nonostante la globalizzazione il dialetto è ancora ben radicato"

Il deputato leghista Nicholas Marioli presenta un'iniziativa per introdurre corsi di dialetto nelle scuole ticinesi.

Una questione di cifre

In base alle pubblicazioni Ustat del 2017, in Ticino circa il 30% della popolazione si esprime e comprende correttamente la lingua locale. A fare da capofila è la Valle di Blenio nella quale ben il 69% della popolazione parla e comprende il dialetto, a seguire la Vallemaggia (58%), Leventina (54%), Riviera (43%), Bellinzonese (38%), Mendrisiotto (31%), Locarnese (28%) ed infine il Luganese con solo il 23%.
Or dunque il dialetto si può tranquillamente affermare che sia ancora ben introdotto nella realtà ticinese, nonostante la globalizzazione degli ultimi decenni.

Sensibilizzazione

Il tema della salvaguardia del dialetto è da sempre di attualità, anche se concretamente sul profilo politico poco si è proposto in questi anni.
Nel 2010 l’allora deputato Nanad Stojanovic (PS) fece un’interrogazione nella quale chiedeva se il Consiglio di Stato era favorevole a far partire dei progetti pilota per la realizzazione di corsi facoltativi di dialetto nelle scuole.
Negli scorsi anni venne anche lanciata una petizione per far rientrare nei palinsesti della RSI le commedie dialettali.
Notizia più recente, lo scorso ottobre 2017, è l’approvazione a larghissima maggioranza (51 favorevoli, 4 contrati e 0 astenuti) da parte del Consiglio Comunale di Lugano di una mozione volta a favorire i corsi facoltativi di dialetto nei doposcuola.
Questa iniziativa parlamentare si pone come obiettivo principale la sensibilizzazione a livello politico e mediatico di questo tema.

Integrazione

È necessario che anche i giovani per lo meno passivamente comprendano le variate lingue locali, anche per poter instaurare dei buoni rapporti con tutte le componenti locali del nostro Cantone: dall'ambiente bancario all'ambiente contadino, dai giovani ai “noss vècc”. Oltre che ad una integrazione “sociale” è auspicabile anche per quanto riguarda la tematica dell’integrazione degli stranieri, i quali avrebbero a disposizione uno strumento efficace per agevolare la propria integrazione nel contesto e nel tessuto ticinese.

Salvaguardia

Lo stesso Franco Lurà, già
direttore del centro di dialettologia e di etnografia, interpellato esplicitamente su TicinoLibero (http://www.ticinolibero.ch/il-dialettologo-lura-dialettoper-chi-vuole-il-passaporto-le-priorita-sono-altre/), non ha negato la crisi del dialetto e nelle scuole riferiva che "personalmente immaginerei di fare qualche esperimento, non solo dal punto di vista grammaticale bensì una trasmissione che tenga conto di tutto quello che è il mondo che si collega al dialetto, ovvero una conoscenza storica, dei rapporti sociali, di storie, leggende, aneddoti locali e tradizioni. Vedrei un insegnamento, dunque, a 360°".

Superamento dei luoghi comuni

Questa iniziativa parlamentare vuole anche finalmente superare i luoghi comuni che tendono a ritenere il dialetto un'espressione di una volgarità popolare, ma dare il giusto e doveroso spazio a un elemento spiccatamente di casa nostra (non occorre andare lontani per osservare Oltregottardo l'affezione allo svizzero-tedesco).


    2. Conclusione

Pertanto, si propone la seguente modifica della Legge della Scuola:

Capitolo VIII
Insegnamento facoltativo del dialetto

 
Insegnamento del dialetto
Art. 23b (nuovo)1L’insegnamento del dialetto è impartito in tutte le scuole elementari e medie.
2La frequenza degli allievi all’insegnamento del dialetto è facoltativa ed è accertata all’inizio di ogni anno dall’autorità scolastica mediante esplicita richiesta alle autorità parentali, rispettivamente agli allievi se essi hanno superato i diciotto anni d’età.
3La designazione degli insegnanti, la definizione dei piani di studio, la scelta dei libri di testo, del materiale scolastico e la vigilanza didattica vengono preavvisati dal Centro di Dialettologia e di Etnografia.
4La vigilanza amministrativa compete alle autorità scolastiche.




Nicholas Marioli (primo firmatario)
Daniele Casalini, Lega
Giancarlo Seitz, Lega
Paolo Pamini, La Destra
Tiziano Galeazzi, La Destra
Franco Denti, Verdi
Raffaele De Rosa, PPD
Andrea Giudici, PLR

Guarda anche 

Max Robbiani (LEGA) risponde all'UDC: “Se questa separazione rende soddisfatti voi, buona parte di noi lo è altrettanto”

“Leggendo vari post sui social media e sugli organi di informazione”, scrive Robbia...
24.06.2026
Ticino

NEAT oltre il 2050? Quadri incalza Berna: “Rispetti la volontà popolare”

La NEAT, la Nuova ferrovia transalpina, è il grande progetto ferroviario svizzero che comprende opere come le gallerie di base del San Gottardo, del Ceneri e del L...
25.06.2026
Svizzera

Sanità, Quadri chiede trasparenza: “I cittadini devono sapere chi paga e chi incassa”

Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha depositato un’interpellanza al Consiglio federale chiedendo maggiore trasparenza sui costi del...
24.06.2026
Svizzera

Il Gran Consiglio apre il portafoglio (dei contribuenti): un milione ai media regionali (Corriere e Regione in primis)

Il Gran Consiglio ha detto sì al contributo pubblico ai media regionali. Il credito approvato ammonta a un milione di franchi in due anni e sarà destinat...
19.06.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto