Mondo, 21 luglio 2018

I personaggi del passato diventano "razzisti" e "colonialisti" e vengono rimossi dagli spazi pubblici

«Razzista» e cantore del colonialismo imperiale britannico. È senz’appello la `sentenza´ emessa contro Rudyard Kipling a oltre un secolo di distanza dal collettivo di studenti che nelle scorse ore ha sfregiato il testo dei versi forse più celebri del poeta vittoriano, quelli di “If”, affissi nel campus dell’università di Manchester

 

L’iniziativa è stata decisa e rivendicata dalla Student Union, in rappresentanza degli studenti neri e asiatici, i cui leader hanno cancellato con un blitz le parole di “If”, scritte da Kipling nel 1895. E le hanno sostituite con il testo di “Still I rise”, inno alla «storia degli oppressi» dalla poetessa afroamericana Maya Angelou.

 

Riddi Viswanathan, responsabile del dossier diversità nella Union, ha bollato la scelta di Kipling come «completamente inappropriata» per la Gran Bretagna di oggi, tanto meno sul muro di un edificio studentesco appena restaurato e intitolato all’attivista anti-apartheid sudafricano Steve Biko. I vertici della Manchester University hanno parlato di «un’iniziativa autonoma» degli studenti, evitando giudizi

 

Ci sono state proteste simili in altre università del Regno Unito. Nel 2015 gli studenti dell’Università di Oxford hanno organizzato una campagna per rimuovere una statua del magnate minerario del XIX secolo e imperialista Cecil Rhodes. L’anno scorso studenti di Bristol hanno iniziato una campagna per rinominare l’edificio del Memorial Wills finanziata da Henry Overton Wills III appartenente a una famiglia che ha sfruttato la schiavitù nel business del tabacco.

 

Queste azioni non sono prerogativa unicamente del Regno Unito, anche negli Stati Uniti, vi è una spinta simile, proveniente in particolare da ambienti studenteschi e vicina alla sinistra, a rimuovere dagli spazi pubblici qualsiasi riferimento di personaggi, perfino passati presidenti, implicati nello schiavismo o con legami con la Confederazione sudista. E anche con un certo successo: dal 2015 ad oggi sono stati rimossi centinaia di statue e innumerevoli strade e piazze sono state rinominate. Non senza proteste e controversie.


L'anno scorso a Charlettosville un gruppo di oppositori alla rimozione di una statua del generale Lee, un generale sudista, si era scontrato con attivisti di sinistra causando feriti e un morto in un episodio che allora ebbe risonanza internazionale. In un altro episodio un ragazzo (nella foto sopra) si era presentato solo davanti ad una folla di attivisti di sinistra favorevoli alla rimozione di un'altra statua di Lee travestito da soldato sudista per manifestare la sua opposizione alla rimozione. Il ragazzo fu poi espulso dall'Università che frequentava.



(Fonte: lastampa.it)

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