Svizzera, 08 novembre 2026

La mafia curda si sta piano piano installando in Svizzera, "alla ricerca di nuove reclute"

Cosa ci fa un giovane che posa tranquillamente con una pistola sulla coscia nel cuore del tranquillo quartiere basilese di Iselin? L'immagine, individuata sui social network, rivela la presenza di una nuova organizzazione criminale che si sta gradualmente installando in Svizzera. Secondo un'inchiesta dell'emittente svizzerotedesca SRF, le attività illecite di questa organizzazione consistono in estorsioni, traffico di armi e spaccio di droga.

Il documentario si concentra su un gruppo curdo che si fa chiamare «Tolhildan», termine che in curdo significa «vendetta». La SRF ha individuato diversi profili sui social network in cui compaiono giovani uomini armati di pistole. Alcune di queste foto sono state scattate su un balcone nel quartiere di Iselin e in una cantina in Allschwilerstrasse, locale di Basilea che nel frattempo è stato affittato a qualcun altro.

«I membri di "Tolhildan" si mostrano sui social network per ostentare la propria potenza e pericolosità», spiega nel documentario il giornalista investigativo turco Cevheri Güven. «Questo rende l'organizzazione attraente per nuove reclute». La banda, già attiva in Germania, manterrebbe inoltre stretti legami con un altro gruppo criminale turco, noto come «Dalton».



La SRF è riuscita a identificare sette presunti membri di «Tolhildan» ed è persino entrata in contatto con il presunto capo del gruppo a Basilea. Quest'ultimo, tuttavia, nega tutto: sostiene di non conoscere il gruppo e di non essere coinvolto in alcuna attività criminale. Restano però forti dubbi, dato che uno degli uomini ritratti con una pistola è stato fotografato proprio sul balcone del suo appartamento.

In Germania, diversi scontri a fuoco sono stati attribuiti a membri di questa organizzazione criminale; molti di loro provengono dai ranghi del PKK, il partito curdo che lotta per l'indipendenza del Kurdistan. Due membri devono rispondere davanti alla giustizia a Düsseldorf di un tentato omicidio ai danni di un esponente di un clan mafioso rivale.

La violenza sembra ormai aver varcato il confine svizzero. «I gruppi prendono di mira in modo specifico i loro concorrenti», spiega Markus Gisin, il nuovo capo della polizia giudiziaria federale. Quest’ultimo, tuttavia, non intende precisare il numero degli scontri armati in Svizzera, i luoghi in cui avvengono, né se «Tolhildan» vi sia coinvolto.

Guarda anche 

Trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia, la Svizzera ci prova di nuovo

La Svizzera tenta di riprendere i trasferimenti di richiedenti l'asilo in Italia. Sul piano tecnico esiste un'assicurazione scritta che l'Italia esaminer&agra...
07.11.2026
Svizzera

Fuochi d’artificio contro gli agenti: la Federazione chiede una stretta

Razzi contro le pattuglie, agenti feriti e veicoli danneggiati. Per la Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia (FSFP), il voto del 29 novembre 2026 sull’i...
07.11.2026
Svizzera

Per salvare l'AI in crisi il Consiglio federale vuole nuovi prelievi sui salari

Le finanze dell'assicurazione invalidità (AI) peggiorano anno dopo anno, ciò che ha spinto il Consiglio federale a lanciare una riforma che prevede, fra...
06.11.2026
Svizzera

Il Consiglio federale rinuncia a chiedere il rimborso delle cure mediche all'Italia (e Giorgia Meloni gioisce)

Alla fine sarà la Svizzera a pagare le spese mediche delle dodici vittime italiane ricoverate in Svizzera in seguito all'incendio del "Constellation"...
05.11.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto