Il Consiglio di Stato vuole acquistare Alloggi Ticino. Ma il valore delle azioni non dice quanto cambierà la vita degli inquilini.
Ci sono affari che sembrano imperdibili. Una casa a metà prezzo, un'auto in saldo, una società che vale dieci e si compra a uno. Poi arriva il guastafeste e pone la domanda che nessuno ama sentire davanti a un'occasione: ma ci serve davvero?
Il Consiglio di Stato propone di spendere 9,4 milioni di franchi per acquistare il controllo totale di Alloggi Ticino SA. Il prezzo è vantaggioso, ci assicurano. Probabilmente è vero. Ma comprare bene non significa necessariamente governare bene. Soprattutto quando a riempire il carrello è lo Stato e alla cassa, prima o poi, rischiano di presentarsi i contribuenti.
Alloggi Ticino possiede già oltre 1.400 appartamenti e svolge una funzione sociale. Acquistare il resto delle azioni non costruisce una casa in più, né abbassa automaticamente una pigione. Cambiano gli azionisti, non i metri quadrati. Difficile immaginare un inquilino che festeggi la notizia davanti alla fattura dell'affitto.
Poi c'è il conto del dopo: circa 40 milioni di franchi di risanamenti previsti in dieci anni, oltre all'incognita dei tassi ipotecari. Se aumentano, i margini si restringono. E se i conti non tornano, qualcuno dovrà pur pagarli. Persino i favorevoli chiedono che la società continui ad autofinanziarsi. Giustissimo. Ma se tutto deve funzionare come prima, dov'è il vantaggio concreto del cambio di proprietà?
E arriviamo alla politica. Da settimane discutiamo di AIL, compensi, nomine e cadreghe nelle società pubbliche. Tutti invocano trasparenza, competenza e sobrietà. Poi, quasi contemporaneamente, pensiamo di consegnare alla politica il pieno controllo di un altro Consiglio di amministrazione. Le poltrone restano quelle, ma cambia chi decide chi ci si siede. E per gli inquilini? Nemmeno un metro quadrato in più. Curioso: quello che ci preoccupa in una società dovrebbe rassicurarci in un'altra.
Il problema abitativo, invece, è reale. Soprattutto per quel ceto medio che guadagna troppo per ricevere aiuti e troppo poco per dormire tranquillo. Servono incentivi per realizzare alloggi accessibili, una pianificazione territoriale condivisa con i Comuni, il recupero degli immobili esistenti e meno burocrazia. Servono soprattutto risposte ai bisogni reali. A Lugano, per esempio, emergono situazioni in cui l'offerta a pigione moderata supera le richieste. Segno che non basta avere case: devono essere quelle giuste, dove servono.
Alloggi Ticino può continuare la propria missione con l'attuale struttura e il Cantone già presente fra gli azionisti. Non occorre diventare proprietari di tutto per assumersi le proprie responsabilità. La buona politica non si misura dalle società che controlla, ma dai problemi che risolve.
La domanda, allora, non è quanto poco costi comprare una società. È quante famiglie staranno meglio dopo. Perché se lo Stato vuole diventare padrone di casa, dovrebbe almeno evitare di presentare il conto anche a chi una casa non ce l'ha.
DANIELE PICCALUGA,
coordiatore Lega dei Ticinesi










