I farmaci rappresentano quasi un quarto della spesa annuale delle casse malati. Nel 2024, questa cifra ha raggiunto quasi 10 miliardi di franchi. Ma pochi sanno che i prezzi dei farmaci sono in parte frutto di una negoziazione tra ospedali, medici, farmacisti e aziende farmaceutiche.
E queste negoziazioni, almeno sulla carta, convengono agli assicurati: secondo le stime del Controllo federale delle finanze (CDF), nel 2024 gli operatori sanitari sono riusciti a ottenere sconti sui farmaci per un totale di 743 milioni di franchi svizzeri. Tuttavia, contrariamente alle aspettative, chi paga i premi assicurativi non ne ha beneficiato quasi per nulla. Secondo il CDF, nel 2024 meno di 90 milioni di franchi svizzeri sono stati trasferiti agli assicuratori e agli assicurati.
Questo è chiaramente illegale, conclude il CDF. Dal 2020, medici e farmacisti sono legalmente obbligati a trasferire questi sconti agli assicurati per l'equivalente di almeno il 51% della somma totale. Ciò equivarrebbe a circa 370 milioni di franchi svizzeri all'anno. Sommando questi importi per il periodo dal 2020 al 2026, per gli assicurati si tratta di una perdita di oltre due miliardi di franchi svizzeri.
A vigilare sull'applicazione di questi sconti dovrebbe essere l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che però in tutti questi anni non è mai intervenuto. Eppure l'UFSP era stato dotato dal Parlamento di ampi poteri di controllo e di applicazione della legge per garantirne il rispetto. In teoria, i funzionari avrebbero potuto recarsi praticamente in qualsiasi farmacia, richiedere la consultazione dei registri contabili e, in caso di sconti non dichiarati, perseguire i trasgressori con sanzioni amministrative. Tuttavia, l'UFSP non ha fatto nulla. Questa è la conclusione a cui è giunta il CDF in una nuova indagine.
Ancora più curioso il fatto che il Consiglio federale aveva assegnato all'UFSP undici posizioni a tempo pieno specificamente per il monitoraggio degli sconti. Poi è arrivato il COVID-19. Per gestire la pandemia, l'Ufficio federale, sotto la guida dell'allora capo dipartimento Alain Berset, aveva riassegnato tutti i dipendenti addetti al monitoraggio degli sconti a partire dal 2020, affidando loro la gestione dell'emergenza. Da allora, il nulla.
Ma perchè sono medici e farmacisti a dovere applicare gli sconti e perchè sono il 51% del prezzo scontato dev'essere riportato all'assicurato? Come spiega il portale «20 minuten», l'idea alla base di questa è legge è che se farmacisti e medici fossero obbligati a trasferire tutti gli sconti ai pazienti, verrebbe meno l'incentivo a richiederli, aveva concluso il legislatore nel creare questa norma. L'idea alla base degli sconti è che essi supportino indirettamente anche studi medici, farmacie e ospedali negli investimenti nelle loro infrastrutture, a tutto vantaggio dei pazienti.
Tuttavia, il CDF mette in discussione l'attuale sistema di sconti. "Prezzi dei farmaci più bassi sono preferibili a sconti poco trasparenti", afferma l'ufficio. Una revisione radicale del sistema di determinazione dei prezzi dei farmaci non è mai stata esaminata a fondo, "ma deve essere inclusa nelle considerazioni politiche", conclude il CDF nel suo rapporto.










