Gli automobilisti svizzeri trascorrono sempre più tempo bloccati nel traffico. Secondo i nuovi dati dell'Ufficio federale delle strade (USTRA), nel 2025 sono state registrate 68'040 ore di code sulla rete stradale nazionale. Ciò rappresenta un aumento del 22% rispetto all'anno precedente, come riporta il SonntagBlick.
"Le code si verificano con maggiore frequenza, durano più a lungo e sono diventati meno prevedibili", spiega Jérôme Jacky, portavoce dell'USTRA, al domenicale svizzerotedesco. I disagi non si limitano più alle ore di punta: su alcune tratte, il traffico è congestionato per gran parte della giornata.
La spiegazione principale risiede nell'aumento del traffico. Dal 1990, il traffico sulle strade ordinarie è aumentato di circa il 30%, allo stesso ritmo della popolazione. Sulle autostrade, invece, il traffico è aumentato del 140%. Il risultato: la rete sta raggiungendo sempre più i suoi limiti di capacità. Quando la rete stradale opera a pieno regime, anche un arresto improvviso, un guasto o un incidente di lieve entità possono causare rapidamente rallentamenti significativi o ingorghi.
Per migliorare la fluidità del traffico, l'USTRA si sta concentrando su misure di gestione intelligente: armonizzazione dei limiti di velocità, utilizzo temporaneo delle corsie di emergenza e regolamentazione degli accessi autostradali. Di fronte a questa crescente congestione, il Consiglio federale prevede di investire 9 miliardi di franchi nelle strade nazionali entro il 2045. I primi progetti prevedono l'ampliamento a sei corsie di due tratti dell'autostrada A1, tra Aarau-Est e Birrfeld (AG) e tra Perly e Bernex (GE). Tuttavia, queste misure stanno dividendo la classe politica.
Il Partito dei Verdi denuncia una politica che favorisce un maggiore traffico stradale. Secondo la loro presidente, Lisa Mazzone, ogni nuova strada genera più traffico, rumore ed emissioni. Il partito ritiene inoltre che questi progetti siano in contrasto con il referendum del 2024, che ha respinto diversi ampliamenti autostradali.
Al contrario, i rappresentanti degli automobilisti considerano gli investimenti insufficienti. Per Peter Grünenfelder, presidente di Auto Suisse, la Confederazione Svizzera sta privilegiando eccessivamente la ferrovia, mentre gli automobilisti finanziano gran parte delle infrastrutture. Nonostante i dibattiti, una cosa è certa: la pressione sulla rete non diminuirà. L'USTRA stima che il traffico autostradale rimarrà elevato nei prossimi anni e potrebbe addirittura continuare a crescere.





