Svizzera, 01 maggio 2026

Quadri contro il nuovo sistema TTPCP: “controlli indeboliti e rischio frodi”

Interrogazione al Consiglio federale: nel mirino l’NMTS, tra autodichiarazioni, verifiche ridotte e possibili perdite fiscali

Il sistema di riscossione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) finisce sotto pressione politica. A sollevare il caso è il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, che denuncia criticità importanti legate al passaggio al nuovo sistema NMTS.
 

Negli ultimi anni la Svizzera ha abbandonato un modello considerato solido, basato su registrazioni doganali, controlli incrociati e verifiche tecniche sui veicoli. Con l’introduzione del NMTS, secondo diverse segnalazioni dal settore dei trasporti, il sistema si fonderebbe invece in larga parte su autodichiarazioni, anche tramite applicazioni digitali.
 

Un cambio di paradigma che apre interrogativi concreti: dati inseriti dagli stessi autisti o dalle aziende, possibilità di modifiche anche dopo l’uscita dal territorio svizzero e strumenti di verifica immediata ritenuti insufficienti. Il rischio indicato è duplice: da un lato perdite di gettito fiscale, dall’altro difficoltà nei controlli operativi.
 


 

Quadri chiede al Consiglio federale di chiarire diversi punti. In primo luogo, quale sia la valutazione sull’efficacia del NMTS rispetto al vecchio sistema TTPCP in termini di affidabilità, controlli e incassi. Sotto la lente anche la riduzione delle competenze operative delle autorità doganali, che secondo l’interrogazione potrebbe aver indebolito la capacità di verifica sul campo.
 

Un altro nodo riguarda il ruolo degli operatori privati coinvolti nella gestione del sistema: come viene garantita la qualità dei controlli e l’affidabilità dei dati? L’interrogazione punta inoltre sui malfunzionamenti informatici segnalati e sui tempi necessari per una piena operatività.
 

Non manca il tema della sicurezza. Il parlamentare chiede se l’attuale sistema sia in grado di garantire controlli adeguati contro traffici illeciti, come droga o immigrazione clandestina, e quale sia lo stato dello scanner per i mezzi pesanti al valico di Chiasso, infrastruttura considerata strategica ma la cui operatività solleva interrogativi.
 

La questione tocca direttamente un settore chiave per la Svizzera, Paese di transito nel cuore dell’Europa, e riapre il dibattito su controlli, sovranità e capacità dello Stato di far rispettare le regole lungo le proprie frontiere.
 

Fonte: Interrogazione Lorenzo Quadri

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