Ticino, 08 aprile 2026

Docente arrestato nel Bellinzonese: Più Donne chiede chiarezza su protocolli, comunicazione e prevenzione

L’arresto di un docente attivo in una scuola media del Bellinzonese per presunti reati contro l’integrità sessuale di minorenni riapre una questione che il Governo aveva già affrontato pochi mesi fa, rassicurando sull’efficacia dei protocolli. Oggi però i fatti raccontano altro: nuove vittime e un sistema che non ha intercettato per tempo il problema.
 

L’interpellanza presentata il 2 aprile 2026 dalle deputate Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo punta il dito proprio su questo scarto tra dichiarazioni e realtà. «I fatti dimostrano che quanto messo in atto dal Governo non ha impedito il ripetersi di situazioni drammatiche» . Non solo prevenzione, ma anche gestione del “dopo”: comunicazione, supporto agli allievi e coinvolgimento delle famiglie.
 




Nel mirino c’è anche il modo in cui la scuola affronta questi casi. Secondo le interpellanti, si tende a minimizzare: quando si parla di droga o bullismo si usano parole chiare, mentre sugli abusi si resta vaghi. Da qui la richiesta di passare da un approccio protettivo a uno più diretto, che spieghi ai ragazzi che certi atti sono reati penali.
 

Le domande al Consiglio di Stato sono precise: quali protocolli esistono, quali misure di sostegno vengono attivate subito, e perché i sistemi di controllo non hanno funzionato. Ma soprattutto: dopo le rassicurazioni di novembre, cosa non ha funzionato davvero?
 

Fonte: Interpellanza Mossi Nembrini / Merlo

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