Il Tribunale Amministrativo Federale (TAF) si è dovuto chinare su un singolare caso di triangolo amoroso, come riportato dalla testata romanda "24 heures". Una donna vietnamita, che aveva sposato uno svizzero molto più anziano di lei, aveva richiesto la naturalizzazione agevolata dopo la morte del marito. Nel frattempo, però, aveva avuto tre figli con un altro vietnamita, un "amico d'infanzia" arrivato in Svizzera poco prima dell'inizio della pandemia di Covid-19 e che da allora vi è rimasto.
La vicenda è triste ma allo stesso tempo intrigante. La coppia di vietnamiti si era conosciuta nel 2012 durante un viaggio in Vietnam dello svizzero. Nonostante avesse 25 anni più della sua amata e soffrisse di un cancro che lo aveva costretto a subire l'asportazione dei testicoli, l'aveva sposata e portata con sé in Svizzera.
Secondo la moglie, la coppia aveva concordato che, anziché sottoporsi alla fecondazione in vitro, che lei sarebbe rimasta incinta di uno dei suoi amici d'infanzia vietnamiti. Il trio si era stabilito in una casa con un monolocale separato, dove viveva il marito malato, mentre la moglie e il suo connazionale occupavano stanze separate. Il marito tuttavia era deceduto improvvisamente nel 2020.
La giovane donna aveva quindi presentato domanda di naturalizzazione agevolata nel 2018, prima di rimanere vedova a 26 anni. La coppia, vittima di una segnalazione anonima, era già stata interrogata dalla polizia prima della morte del marito. La vedova ha continuato la procedura di richiesta, ma l'Ufficio federale per la migrazione le ha infine negato il passaporto svizzero. Questo perché aveva non uno, ma tre figli con il suo cosiddetto amico d'infanzia. Nel 2024 ha ammesso che lui era diventato più di un semplice amico, ma solo dopo essere rimasta vedova.
Il rifiuto del passaporto è stato ora confermato dal Tribunale amministrativo federale. Secondo il giudice, la relazione della giovane donna con il padre dei suoi figli "andava oltre la sfera della mera sessualità procreativa e includeva una significativa componente emotiva, incompatibile con una vita intima ed esclusiva insieme" al defunto marito.
Il tribunale ha osservato che, a prescindere dal mutare delle norme sociali, la naturalizzazione agevolata si basa su un matrimonio inteso come "convivenza" e esclude quindi le "relazioni a tre". Il permesso di soggiorno della giovane madre è stato comunque prorogato perché il figlio maggiore, cittadino svizzero, rimane legalmente figlio del defunto marito svizzero, come riportato dal quotidiano "24 heures".






