Con un’interrogazione al Consiglio di Stato, la granconsigliera dei Verdi Giulia Petralli chiede di aumentare il limite massimo di 700 franchi mensili per figlio dell’anticipo alimenti, ritenuto non più adeguato al costo della vita. Secondo la deputata, l’importo non coprirebbe più i bisogni dei minori nelle famiglie monoparentali.
Una tesi respinta dal Movimento Papageno. «Si ignora volutamente che il quadro giuridico è cambiato», afferma il coordinatore Gianfranco Scardamaglia. «Negli ultimi anni i contributi alimentari sono stati ridotti, non aumentati».
Le vecchie Tabelle di Zurigo, applicate per decenni, sono state superate perché basate su importi forfetari e astratti. Oggi si applicano i criteri LEF: «400 franchi fino ai 10 anni e 600 dai 10 ai 18», ricorda Scardamaglia. «Il Cantone anticipa già più del minimo di riferimento».
Dal 2018 è inoltre stato rafforzato l’obbligo di lavorare del genitore affidatario. «L’anticipo non serve a garantire il tenore di vita precedente, ma solo il minimo vitale e in modo paritario», conclude Papageno. «Se va aggiornato, va abbassato, non aumentato».
Movimento Papageno; interrogazione GC Giulia Petralli





