Emergono gravi mancanze nei controlli di sicurezza relativi al bar Le Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno un incendio ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Le autorità comunali hanno confermato che il locale non è stato sottoposto a verifiche antincendio dal 2020 al 2025, nonostante la normativa preveda controlli annuali.
L’ultima ispezione risale infatti al 2019, dopo precedenti verifiche effettuate nel 2016 e nel 2018. Proprio questa lunga assenza di controlli ha sollevato interrogativi e polemiche, soprattutto alla luce del fatto che nel solo 2025 il dipartimento comunale competente ha effettuato oltre 1’400 ispezioni su altri esercizi pubblici. Su un totale di 128 locali presenti sul territorio comunale, soltanto 40 sono stati controllati lo scorso anno.
Il sindaco Nicolas Féraud, intervenuto in conferenza stampa insieme ad altri membri dell’esecutivo, ha ammesso le lacune e si è detto profondamente rammaricato, dichiarando di non essere stato a conoscenza della mancata esecuzione delle verifiche. Secondo quanto riferito, le autorità comunali non avevano ricevuto segnalazioni che facessero presagire situazioni di pericolo all’interno del locale prima della tragedia.
Dai documenti trasmessi agli inquirenti emerge che Le Constellation aveva una capienza autorizzata di 200 persone complessive, suddivise tra piano terra e seminterrato, e che le uscite di emergenza erano state progettate per questo numero di clienti. La normativa prevedeva la presenza di un solo estintore, ritenuto sufficiente per un locale di tali dimensioni.
Un aspetto centrale dell’inchiesta riguarda i pannelli fonoassorbenti installati nel soffitto, che secondo i filmati diffusi online avrebbero preso fuoco rapidamente, favorendo la propagazione dell’incendio. Durante le ispezioni precedenti non erano state rilevate irregolarità né sul piano acustico né su quello della sicurezza dei materiali. Nel settembre 2025, inoltre, uno studio acustico esterno aveva confermato il rispetto delle norme anti-rumore, senza segnalare ulteriori criticità.
Le autorità hanno tuttavia riconosciuto che la qualità dei materiali non rientrava nei controlli previsti dalla legge, un limite che ora si intende superare. Il Comune ha infatti annunciato una serie di misure immediate, tra cui il divieto assoluto di utilizzare dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo all’interno dei locali chiusi su tutto il territorio comunale. È stato inoltre incaricato un ufficio esterno specializzato di effettuare controlli approfonditi su tutti gli esercizi pubblici, includendo anche la verifica dei materiali utilizzati.
Per quanto riguarda le responsabilità, il sindaco ha definito i gestori del locale, oggi indagati per omicidio colposo, «estremamente negligenti», sottolineando una preoccupante “cultura del rischio” nell’uso di dispositivi pirotecnici. Allo stesso tempo, Féraud ha ribadito che il Comune è pronto ad assumersi le responsabilità che saranno stabilite dalla magistratura e ha annunciato l’intenzione dell’ente di costituirsi parte civile nel procedimento penale.
Respinta invece l’ipotesi di dimissioni da parte dell’esecutivo comunale. «Non si abbandona la nave nel momento della tempesta», ha dichiarato il sindaco, precisando che spetterà ora alle indagini chiarire le cause esatte della tragedia e l’eventuale catena di responsabilità.





