Svizzera, 30 novembre 2025

Contante sotto attacco: difendere la libertà prima che sia troppo tardi

L’8 marzo 2026 voteremo sull’iniziativa popolare “Il denaro contante è libertà”. Un tema cruciale, perché oggi il contante è sotto attacco. Non è un caso, non è modernizzazione: è un progetto politico.

L’Unione Europea, esempio da manuale di centralismo autoritario, introdurrà un registro patrimoniale unico e, con esso, il divieto di pagare in contanti oltre i 10 mila euro. Una soglia che potrà essere ridotta a discrezione fino ad arrivare, in teoria, alla cancellazione totale del contante. Questa è la porta d’ingresso verso una società controllata, dove ogni transazione diventa un dato da sorvegliare e ogni cittadino può essere messo in ginocchio con un click, bloccando conti e mezzi di pagamento come si chiudono i profili social sgraditi. Altro che democrazia: qui siamo alla prova generale di una dittatura digitale.

L’iniziativa popolare "Il denaro contante è libertà" è positiva. Ma non basta: garantire solo l’esistenza del contante senza obbligare ad accettarlo servirà a poco. Potremmo ritrovarci pieni di banconote inutilizzabili, perché i commercianti e fornitori di prestazioni - spinti da banche, multinazionali e burocrazia digitale - diranno semplicemente: “No, qui solo pagamenti elettronici”.



Alcuni Paesi difendono il contante, come Germania, Finlandia, Irlanda, Austria o Ungheria, che lo ha perfino inserito in Costituzione. Noi invece rischiamo di farci imporre, con la tattica del salame, la nuova religione del pagamento digitale obbligatorio. Presto in Ticino i biglietti dei bus si potranno acquistare solo tramite app. Così si discrimina chi non è digitale. In primis gli anziani, che paradossalmente sono tra i principali utenti dei mezzi pubblici. In taluni parchimetri non si possono più inserire monetine. Alla stazione FFS di Lugano il parcheggio si paga solo con il telefonino. E l'elenco potrebbe continuare.

Se lo Stato e le aziende parapubbliche danno il cattivo esempio, perché mai i privati dovrebbero comportarsi diversamente?

Una circostanza viene poi taciuta di proposito: quando salta la corrente o la rete cade per un guasto, un blackout o un cyber-attacco - eventualità sempre più reali - i pagamenti elettronici non funzionano. La Banca Nazionale Svizzera ha consigliato ai cittadini di tenere del contante in casa per affrontare queste situazioni. Più chiaro di così.

E' chiaro dove si vuole andare a parare: controllo totale, tracciabilità totale, obbedienza totale. Una popolazione che può essere spenta economicamente con un pulsante non è libera.

Per questo è fondamentale non solo salvare il contante, ma anche assicurarsi che continui a venire accettato. Non per nostalgia, ma per difendere la libertà concreta, quotidiana.

La tecnologia può essere comoda. Ma deve restare una scelta.

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi


 


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