Svizzera, 21 giugno 2024

Immigrazione e potere d'acquisto sono le principali preoccupazioni degli svizzeri

In occasione delle elezioni federali del 22 ottobre, i temi dell’immigrazione e dell’asilo, nonché la diminuzione del potere d’acquisto e l’aumento dei premi di cassa malati sono state le principali preoccupazioni per l’elettorato svizzero. Preoccupazioni di cui hanno beneficiato l'UDC e il PS, usciti vittoriosi da queste elezioni.

La destra è stata in grado di motivare la propria base e spingerla a votare nel 2023 rispetto alla sinistra meglio del 2019, secondo lo studio elettorale svizzero Selects, pubblicato giovedì e realizzato da FORS a Losanna con il sostegno del Fondo nazionale svizzero.

La partecipazione elettorale delle persone situate a destra dello spettro politico ammonta al 55%, rispetto al 49% nel 2019. L’UDC in particolare è riuscita a mobilitare il suo elettorato.

Quasi il 90% di coloro che avevano votato per il partito nel 2019 hanno votato nuovamente per l’UDC nel 2023 e il partito è riuscito ad attirare anche una parte dell’elettorato che quattro anni prima aveva sostenuto il PLR (14%) e il Centro/PBD. (7%). Ha anche beneficiato del fatto che i suoi temi centrali, come l’immigrazione e l’asilo, sono emersi durante tutta la campagna, a scapito delle questioni ambientali ed energetiche.

I partiti ambientalisti hanno avuto grandi difficoltà a trattenere i propri sostenitori. I Verdi hanno mantenuto solo il 54% del loro elettorato nel 2019, il PVL il 61%. Un buon quarto degli ex elettori verdi ha votato per il PS.

Dal lato del PVL, i voti sono arrivati ​​tanto a sinistra (al PS o ai Verdi) quanto a destra (al Centro o al PLR). Il Partito Verde Liberale ha particolarmente sofferto del calo della partecipazione giovanile. È tra i 18-24enni che ha perso più peso rispetto al 2019 (-5 punti percentuali).

Al contrario, il PS ha sperimentato la sua progressione più forte in questa fascia di età. Diventa, con l'UDC, il primo partito in Svizzera per numero di elettori tra i giovani tra i 18 ei 24 anni.



I socialisti sono riusciti, più che nel 2019, anche a posizionarsi come alternativa ai Verdi tra gli elettori sensibili all’ambiente. Tra gli interessati alla questione, il partito è riuscito a competere alla pari con i Verdi, sottraendone quasi un quarto dei voti. È riuscito comunque a mobilitare la sua base principalmente attorno ai temi della diminuzione del potere d'acquisto e dell'aumento dei premi sanitari.

Da parte sua, il PLR non è riuscito a fermare la sua erosione di consensi. Da un lato ha perso una parte considerevole del suo elettorato a favore dell’UDC, d’altro canto si è trovato in concorrenza con il nuovo partito del Centro. Dal 2015 il PLR continua a perdere elettori, il che significa che la percentuale dell’elettorato che non può prendere in considerazione l’idea di votarlo è in aumento, rileva lo studio.
Il Centro è diventato preferibile a una frangia più ampia della popolazione, rispetto al precedente PPD. Gli ex elettori del PPD e del PBD costituiscono la base del buon risultato del Centro nel 2023 (82%), ma è riuscito ad attirare anche molti voti sia da destra che da sinistra.

Lo studio rileva infine il divario nelle posizioni politiche tra i candidati e il loro elettorato. I candidati del PS e dei Verdi si posizionano nettamente più a sinistra rispetto alla loro base, mentre i candidati del PLR e dell’UDC sono più a destra.

I temi socioeconomici dividono la destra. La maggioranza dei candidati dell’UDC e del PLR sostiene l’aumento dell’età pensionabile mentre il loro elettorato lo respinge chiaramente. Al contrario, la maggioranza della base di questi due partiti sostiene un salario minimo di 4'000 franchi a tempo pieno mentre i candidati lo rifiutano.


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