Sport, 18 marzo 2024

Lara e Marco a braccetto dominando lo sci mondiale

Le due coppe generali sono state vinte dai due rossocrociati, che hanno fatto incetta anche di coppe di specialità, in attesa del prossimo fine settimana per completare l’opera

SAALBACH (Austria) – Sono entrambi biondi, belli e svizzeri. Entrambi sanno sciare in maniera divina. Entrambi sanno essere costanti su tutto l’arco della stagione. Entrambi hanno dimostrato di domare gli impeti di tutti e tutte i rivali. Lui ha ancora tantissimi anni di carriera davanti, per riscrivere la storia dello sci alpino al maschile, lei – ticinese e motivo in più di vanto per noi – potrebbe decidere presto di dedicarsi ad altro, ad esempio alla famiglia e al marito, quel Valon, che appese le scarpette al chiodo non aspetta altro di potersi vivere a pieno la loro vita familiare. Lui si chiama Marco Odermatt e ancora una volta quest’anno ha vinto la generale di CdM, la coppetta di Gigante e nel prossimo fine settimana potrebbe portarsi a casa anche quelle di Discesa e di Super G. Lei si chiama Lara Gut-Behrami e ieri ha conquistato in un solo colpo la generale di CdM e la coppetta di Gigante – la prima della sua carriera – e nel prossimo fine settimana potrebbe far sue anche quelle di Discesa e di Super G. 

 
 
Insomma, un vero dominio a tinte rossocrociate che ha portato a un’accoppiata elvetica in vetta alla generale di CdM come non si vedeva dagli anni ’80 quando a vincere furono Pirmin Zurbriggen e Michela Figini. Un autentico exploit, magari agevolato dalle assenze di Schwarz e di Kilde in campo maschile, e di Shiffrin, Vlhova e Goggia in quello femminile, ma resta il fatto che i nostri due portacolori, oltre a non infortunarsi, sono stati costanti su tutto l’arco della stagione. Odermatt, ad esempio, ha vinto 9 Giganti su 10, Lara è uscita solo una volta, in Super G in Val d’Isère, riuscendo invece sempre a ottenere punti nelle altre gare, potendo così alzare al cielo sia la seconda Generale, a distanza di 8 anni dalla prima, sia quella coppa di Gigante che rappresenta il raggiungimento di un traguardo agognato.
 
 
Già, perché dopo quell’infortunio tremendo di St. Moritz, Lara aveva quasi perso la sua sciata in quel Gigante che l’aveva portata sulla cresta dell’onda, ha dovuto lavorare, ricostruire le giuste sensazioni e le curve di quella disciplina che è alla base di tutte le altre. Ecco perché il successo ottenuto ieri, passo dopo passo e con tanta testa, ha un valore inestimabile.

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