Ticino, 23 agosto 2023

"Gli animali dispersi a causa del lupo non sono dei fantasmi"

Gli animali che risultano dispersi a causa della presenza del lupo dovrebbero essere trattati come vittime del predatore. Una mozione del granconsigliere Sem Genini, sottoscritta da numerosi deputati di Lega, UDC, PlR e Centro, chiede che venga cambiata la prassi attuale dove i capi di bestiame non ritrovati non vengono conteggiati.

“Una parte del gregge – si legge nell'interrogazione di Genini -, spesso importante, risulta 'dispersa': capi fuggiti (gravemente feriti e non) terrorizzati durante l’attacco e il cui destino è incerto”.
Nei giorni e nelle settimane successivi li si cerca ritrovandone, a volte, i corpi in avanzato stato di decomposizione. “Questi capi non esistono ai fini degli indennizzi se le analisi non possono provare 'inconfutabilmente' che la causa del decesso (tramite DNA) è un lupo. Tali analisi sono però molto spesso irrealizzabili per lo stato delle carcasse. Oltretutto, altri animali non si ritrovano persino più”, si legge nel testo della mozione.

Genini e co-firmatari sottolineano quindi la situazione ticinese, che “peggiora costantemente ed è ormai fuori controllo, con il lupo ormai diventato una persistente minaccia per l’allevamento con le conseguenze tristemente note: diverse aziende hanno chiuso i battenti e numerose altre lo stanno facendo o hanno intenzione di farlo”. 



Ciononostante “il Cantone ha ribadito più volte di non voler risarcire i capi dispersi causati dai grandi predatori, in particolare dal lupo. L’UFAM e tutti i Cantoni che partecipano alla Conferenza dei dirigenti della caccia e della pesca (JFK), tranne i Grigioni, hanno deciso di non seguire la raccomandazione contenuta nella Strategia lupo svizzera: 'I Cantoni possono inoltre agire in modo conciliante e concedere un risarcimento completo o parziale per gli animali da reddito feriti, caduti o smarriti seguito all’attacco di un lupo'”, si legge ancora.

Una decisione, questa, vissuta come “un’ingiustizia da parte degli allevatori e che genera profonda rabbia, frustrazione e sfiducia nei confronti delle Autorità, oltre anche a situazioni paradossali”. “Riconoscendo la causa diretta dell’attacco per la scomparsa dei capi, come può il Cantone successivamente affermare che non vi sia alcun nesso di causalità con l’attacco stesso quando i capi non vengono ritrovati in tempi prestabiliti, rifiutandosi così di corrispondere un indennizzo? Come si può giustificare che questi non vengano nemmeno conteggiati per un eventuale decisione di abbattimento, specialmente quando si tratta di capre che vengono munte giornalmente e quindi regolarmente contate?”.

Al Governo viene quindi chiesto di “introdurre il principio, modificando i regolamenti corrispondenti, che anche i capi dispersi in una finestra temporale plausibilmente collegabile a una predazione, devono essere indennizzati”.

Viene inoltre chiesto di “preparare le condizioni da applicare per riconoscere l’indennizzo (la prassi già applicata nel Canton Grigioni potrebbe essere una buona base di partenza) lasciando la possibilità di distinguere i singoli casi”.

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