Sport, 25 luglio 2022

Lugano, c’è da lavorare… in campo e sul mercato

0 punti in 2 partite di campionato, un gioco niente affatto male, ma troppi errori e troppi cerotti: la coperta a disposizione di Croci-Torti è corta e c’è bisogno di correre ai ripari

LUGANO – 2 partite di campionato, 0 punti ottenuti. Ben 5 le reti incassate, 3 quelle subite. A leggere i numeri dell’avvio di stagione del Lugano ci sarebbe da preoccuparsi, anche perché era dai tempi di Zeman che non si vedevano cifre del genere. Ma quello era un Lugano nettamente inferiore, un Lugano appena promosso in Super League, mentre questo – seppur incompleto – ha molto da poter dire. Difficile dare colpe a uno o all’altro, difficile, ancora di più, puntare il dito contro mister Croci-Torti… anzi… il mister, capace solo un paio di mesi fa di portare la sua squadra alla vittoria della Coppa Svizzera, ci sta mettendo anima e corpo, sta dando tutto se stesso e in effetti la sua squadra non gioca male, non è apatica, non è abulica, ma è innegabile che a questo gruppo manchi un Lovric capace di palleggiare e di giostrare i palloni più importanti.
 
 
Anche ieri al Letzigrund, contro un GC non propriamente intrattabile, sono stati i dettagli a fare tutta la differenza del mondo. Se contro il Sion erano state le palle da fermo a costare carissimo alla truppa del Crus, a Zurigo un fuorigioco millimetrico ha negato la gioia del pareggio a fine primo tempo, l’imprecisione di Haile Selassie ha strozzato in gola l’urlo di un punticino che sarebbe stato meritato, mentre i contropiedi fulminei delle Cavallette e la giornata storta di una difesa schierata a 3 e privata di Daprelà hanno fatto il resto… 

 
 
Peccato, viene da dire questo, anche se di cose buone anche ieri se ne sono viste. Come ad esempio le prestazioni di Arigoni e di Amoura, ma è innegabile che a questo Lugano serva tempo, serva lavoro per riconquistare una forma fisica che fatica ad arrivare, serva recuperare alcuni infortunati, serva ritrovare gli automatismi in campo e serva un aiuto concreto dal mercato, specialmente in difesa e a metà campo. Non tanto per la classifica, visto che il campionato è appena iniziato, quanto per il morale: se non giochi male ma non ottieni punti, se al termine dei 90’ te ne vai con la classica pacca sulle spalle, con i complimenti degli avversari, ma con un pugno di mosche in mano… poi mentalmente diventa dura. Diventa dura anche nei rapporti con compagni e allenatore, diventa dura incassare un rimprovero o chiarirsi col collega di reparto, diventa dura migliorare e crescere. Ecco perché c’è bisogno di intervenire ora e sperare che anche qualche episodio giri dalla parte giusta.

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