Svizzera, 18 aprile 2022

L'ATE vuole lanciare un'iniziativa per vietare le auto a benzina dal 2030

Dopo il fallimento della legge sul CO₂ alle urne nel giugno 2021, l'Associazione Trasporti e Ambiente (ATE) vuole fare pressione sulla politica ambientale svizzera. Sta quindi lavorando a due iniziative popolari sul clima, ha riferito domenica il SonntagsBlick, citando delle bozze ben sviluppate di entrambi i testi.

La prima iniziativa è rivolta al traffico stradale: "Le nuove autovetture e i veicoli commerciali leggeri non devono emettere CO2 dal 2030. I veicoli pesanti sarebbero soggetti allo stesso regime, ma dal 2035", secondo la bozza del testo. Di conseguenza, la fine dei motori a benzina sarebbe praticamente sancita dalla Costituzione federale. 


Anders Gautschi, direttore dell'ATE, ritiene che sia necessario agire quanto prima. L'ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) afferma che l'obiettivo dell'accordo di Parigi, cioè limitare l'aumento della temperatura a un grado e mezzo, può essere raggiunto solo con uno sforzo determinato, sottolinea al SonntagsBlick.

La seconda iniziativa chiede una tassa sui passeggeri delle compagnie aeree. Non si sa ancora quanto sarà la tassa, afferma il domenicale svizzerotedesco. Tuttavia, dovrebbe essere collocarsi in una gamma simile a quella della legge sul CO2, cioè tra 30 e 120 franchi al massimo.

Il popolo aveva respinto la legge CO2 nel 2021 proprio a causa delle tasse previste nel progetto. Ma Anders Gautschi è fiducioso che la sua iniziativa possa passare. "Con l'eccezione della base dell'UDC i partiti e anche la popolazione sostengono in modo schiacciante una tassa sui biglietti aerei. Volare è troppo economico al giorno d'oggi, su questo vi è consenso politico", sostiene.

L'ATE propone due modi per utilizzare i fondi raccolti dalla tassa: la promozione dei combustibili sintetici e lo sviluppo del trasporto ferroviario internazionale. Anders Gautschi ritiene che non dovrebbe più essere possibile per le persone volare da Zurigo a Parigi, quando c'è un'alternativa più ecologica sotto forma di un collegamento ferrioviario veloce.

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