Oggi in Gran Consiglio si è discussa la mozione presentata da Raoul Ghisletta e cofirmatari si prefigge come obiettivo di vedere aumentare le cosiddette quote rosa in seno alle aziende/enti cantonali, all'Amministrazione cantonale e nelle commissioni, in quanto, a loro giudizio, le donne apparirebbero discriminate nell'accesso alle posizioni dirigenziali in generale.
In votazione è stato votato il rapporto di maggioranza, che proponeva di respingere la mozione così come proposta.
Sabrina Aldi attraverso il suo intervento ha rimarcato come "...sia molto importante avere una giusta rappresentanza di donne in ogni gremio, sia nelle aziende che nei consigli di amministrazione che in politica, nei legislativi e soprattutto negli esecutivi. Le donne portano una sensibilità diversa ed è giusto che tale sensibilità possa entrare nella cosiddetta stanza dei bottoni. Una società dove tutte le sensibilità sono rappresentate è una società inclusiva, più equa e più giusta."
Nel concreto per ogni posizione a dover venire privilegiate dovrebbero essere sempre e solo le competenze e le capacità indipendentemente dal genere al quale si appartiene sempre che sia ancora attuale e giusto suddividere la popolazione in soli due generi, uomini e donne.
Interessante le riflessioni finali per cui viene rimarcata la problematica a monte, attraverso le seguenti domande: siamo certi che a parità di requisiti e soprattutto di candidature, le donne vengano discriminate unicamente in quanto donne? Le donne manifestano interesse per determinate posizioni? E se non lo fanno ci siamo chiesti il perché?
In conclusione la deputata Aldi conferma che "se vi sono le giuste condizioni con un quadro favorevole alla conciliabilità, le donne sono perfettamente in grado di farcela da sole e di ottenere tutto ciò che vogliono, senza bisogno di una quota che ad oggi sarebbe unicamente un correttivo di facciata."