Sport, 25 gennaio 2022

“Il titolo? Niente stress, YB squadra da battere”

Intervista con Antonio Marchesano, centrocampista dello Zurigo capolista

ZURIGO - Lo Zurigo non vince il campionato dal 2009. Sono passati 13 anni e nel frattempo la squadra biancoazzurra ha vissuto una traumatica relegazione in Challenge League (2016), ha alzato al cielo la Coppa Svizzera (proprio nello stesso anno dello scivolone fra i cadetti) e si è dibattuta in posizioni di centro-basso classifica. Ma con l'avvento alla guida tecnica del tedesco André Breitenreiter, dopo alcune direzioni tecniche scarse (vedi Ludovic Magnin), la squadra ha compiuto l'atteso e sospirato salto di qualità: al termine della prima fase stagionale, lo Zurigo è infatti primo con 7 punti di vantaggio sul Basilea e 8 sui campioni svizzeri dello Young Boys.


Un risultato senza dubbio sorprendente, che ora andrà confermato nella seconda parte. Nel frattempo sulle rive della Limmat è tornato l'entusiasmo e la piazza è in fermento: chissà che proprio nel 2022 non arrivi il tredicesimo titolo nazionale, dopo anni di dominio renano e bernese. A sei giorni dalla ripresa delle ostilità, abbiamo sentito perciò l’ex giocatore granata Antonio Marchesano, il talentuoso trequartista della squadra zurighese, uno dei grandi protagonisti del risorgimento targato FCZ. Sarà la volta buona per il club che un tempo fu dei leggendari Kuhn, Künzli e Grob?

Antonio Marchesano: giriamo a lei la domanda.
Diciamo subito che per noi non è certamente una ossessione. Ci pensiamo, certo: ma viviamo questa situazione con serenità e senza guardare troppo lontano. Sappiamo di aver un buon potenziale e di potercela giocare con Basilea e Young Boys. Ma il tutto si ferma lì… 


Da anni lo Zurigo non vince il titolo.
Sono soprattutto i tifosi che avvertono il disagio. Loro sono molto appassionati e fedeli come pochi in Svizzera. Motivo per cui non vedono l’ora di festeggiare un altro importante traguardo come il titolo. 


Quale sarà la rivale da battere: Basilea o Young Boys?
Credo che entrambe abbiano un ottimo potenziale. Ma i gialloneri hanno la rosa più profonda e forse hanno qualcosa in più. Rispetto alle ultime stagioni hanno perso un po' di continuità ma sono stati anche condizionati dalla partecipazione alla Champions League, per loro un torneo molto importante e che prosciuga molte energie. 


Avete chiuso la prima parte con un bel vantaggio su entrambe. Una sorpresa. 
Non direi. Nel primo girone abbiamo dimostrato una grande continuità di rendimento: per il gioco espresso, attitudine e mentalità. Naturalmente i risultati sono venuti come logica conseguenza. Il fatto che abbiamo perso
solo due partite la dice lunga. Il grande merito di tutto questo è comunque del nostro Mister. 


Appunto: parliamo del tecnico André Breitenreiter. 
Si tratta di un allenatore preparato, con una mentalità tipicamente tedesca e dei sistemi di gioco molto chiari. Un passo avanti notevole rispetto al passato. Grazie a lui tutta la squadra ha compiuto un bel salto di qualità, sotto tutti i punti di vista. Anche dal profilo umano Breitenreiter ci ha dato moltissimo. 


Giocatori come Omeragic e Ceesay sono cresciuti in modo esponenziale.
Omeragic è ormai sulla bocca di tutti. Lo vogliono tanti club e credo che la prossima stagione ci lascerà per altri lidi. È un ragazzo di 20 anni che gioca con la mentalità di un veterano, un difensore centrale di grande personalità. Non a caso è finito nella nazionale maggiore rossocrociata. E credo che per quel ruolo la Svizzera per tanti anni potrà stare tranquilla. Vedo un gran futuro per lui. Ceesay, dal canto suo, è il tipico giocatore che ha bisogno di tempo per crescere e maturare. È giunto a Zurigo da Lugano e si pensava che potesse fare subito la differenza. Invece ha impiegato un po' di tempo e grazie al nuovo tecnico in questa stagione è diventato un elemento fondamentale per il nostro gioco. Non segna soltanto ma fa tanto movimento, crea spazi e lotta generosamente.


E veniamo ad Antonio Marchesano. Sinora un grande stagione.
Beh, credo che anche lo scorso anno non sia andata male. Diciamo che sono riuscito a ritagliarmi uno spazio importante nella squadra, dopo infortuni e sacrifici vari.


Qualcuno ha addirittura caldeggiato la sua convocazione in Nazionale. Stiamo parlando del telecronista RSI Armando Ceroni. 
Debbo dire che per un certo periodo quel pensiero mi è entrato in testa, anche perché avevo un buon rendimento sul campo. Però è obiettivamente difficile entrare nel giro, soprattutto ora che Murat Yakin ha trovato la quadra. I Mondiali? Non entrano in linea di conto (ride, ndr).


Dalla Nazionale al suo futuro.
Ho ancora un anno di contratto e a Zurigo mi trovo a meraviglia. La mia famiglia sta benissimo (a proposito: ad aprile diventerà per la seconda volta padre, auguroni ndr) e non mi dispiacerebbe continuare.


Non ha mai pensato alla Serie A?
Tutti i ragazzi che hanno origini italiane come il sottoscritto sognano un giorno di giocare in quel campionato. Ma forse é tardi: ho 31 anni credo sia difficile che possa ancora succedere…

M.A.

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