Svizzera, 16 gennaio 2022

In assistenza e senza fissa dimora, dopo 36 condanne rischia l'espulsione

Un cittadino tedesco di 40 anni rischia l'espulsione dalla Svizzera dopo aver aggredito e derubato una donna nel 2020. L'uomo, al beneficio dell'assistenza sociale e senza fissa dimora è accusato di aver minacciato e abusato di una conoscente allora 67enne nel suo appartamento di Zurigo due anni fa. Secondo l'atto di accusa, ripreso dalla stampa svizzerotedesca, l'imputato era entrato nell'appartamento molto ubriaco (aveva un tasso alcolemico del 2,5‰) e aveva chiesto di mangiare qualcosa. Quando la sua vittima gli disse che non aveva quasi nulla da offrirgli, lui le puntò un coltello al petto e disse: "Questo può fare molto male!". Due ore dopo, si è sdraiato nel letto accanto alla sua vittima e l'ha costretta a fare sesso orale. Nelle prime ore del mattino, se n'è andato, non dopo aver rubato il portafoglio e il cellulare della sua vittima oltre a usare la sua carta bancaria per fare acquisti per un importo di 250 franchi.

Durante il processo, l'imputato
ha negato le accuse. "Giuro su Dio che non l'ho mai costretta a fare nulla. Tutto è stato fatto volontariamente. E no, non le ho messo un coltello sul petto". A sfavore del 40enne pesano però le 36 condanne che gli sono già state inflitte dal 2001, principalmente per furti. È stato inoltre anche condannato in Germania per molestie sessuali ed è stato rilasciato nel 2020 a causa del coronavirus.

In prima istanza, nel giugno 2021, l'imputato era stato condannato a 28 mesi di reclusione, quattro mesi in più di quelli richiesti dal procuratore. Inoltre, dovrà lasciare la Svizzera per otto anni. La corte distrettuale aveva rinunciato a ordinare una terapia a causa della mancanza di motivazione dell'imputato.

Contro la prima sentenza l'uomo aveva però presentato richiesto chiedendo l'assoluzione per le condanne di coercizione e minaccia sessuale e una sospensione della pena per i furti. Il verdetto sarà annunciato nei prossimi.

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