Sport, 19 dicembre 2021

Caro Babbo Natale pensaci tu

Siamo ancora in qui a chiederci quando finirà questa pandemia; come esattamente un anno i dubbi e le incertezze continuano a governarci: il coronavirus è sempre in giro, la gente soffre e in molti, purtroppo, non riescono a capire l'importanza del vaccino. E il mondo dello sport, che aveva penato come altri settori, rischia di tornare alle rigide misure che ne avevano, per altro giustamente, dettato i tempi.


Per il momento si naviga a vista, anche se il timore di ripiombare nella crisi più totale è reale. Oggi il nostro pensiero è rivolto soprattutto a coloro che in questi momenti stanno lottando per la vita, a quelli che si battono per salvarla e a tutti gli essere umani che ancora credono nella solidarietà e nella responsabilità degli individui. E poi, caro Babbo Natale, se ne avrai voglia, regalaci qualche allegria sul fronte dello sport. Sarebbe assolutamente benvenuta. Anche se, ovviamente, saranno ben altri i risultati di cui avremmo bisogno.


1. Adesso che lo stadio c’è caro Babbo Natale fa in modo che il Lugano possa concludere al meglio questa stagione. Se possibile qualificandosi per l'Europa e magari, sarebbe davvero bello, vincere la Coppa Svizzera, che in Ticino manca ormai dal 1993. E visto che siamo in argomento, metti fine alla disaffezione del pubblico luganese: 2300 spettatori a Cornaredo per una squadra di vertice sono davvero pochi.


2. Non pretendiamo il titolo, quello difficilmente verrà, ma che almeno i bianconeri di Mc Sorley arrivino ai playoff senza passare per le forche caudine del turno preliminare (o pre-playoff). La squadra sembrerebbe aver imboccato la strada giusta ma ci sono ancora tante cose da sistemare. Il gioco, tanto per dirne una, latita dalle parti della Corner Arena. Eppoi: se il pubblico è in calo una ragione ci sarà pure, o no?

3. Una bella spinta alla squadra biancoblù! Ne ha bisogno. Dopo un inizio stagionale scoppiettante, dopo l'euforia per la nuova pista, la squadra di Luca Cereda è finita in un buco nero, dal quale non sarà facile uscire. La vittoria di Porrentruy con- tro il debole Ajoie
va presa con le pinze. E poi siamo in attesa di nuove.


4. Il movimento cestistico cantonale vive sulle prodezze di una SAM Massagno che ormai è diventata la forza numero 1 ticinese. Il titolo è alla sua portata. Sarebbe la prima volta. Contiamo in un tuo aiuto, caro Babbo Natale. E al tempo stesso dai un colpo di mano ai gloriosi Lugano Tigers che hanno toccato letteralmente il fondo. E meno male che non c'è la relegazione...


5. Il prossimo sarà l'anno delle Olimpiadi invernali di Pechino (che non è propriamente una località di montagna…). E Lara Gut Behrami conta di cogliere finalmente l'oro olimpico che le manca. Non sarebbe male se ci mettessi una buona parola.


6. E non dimenticarti della nostra nazionale di calcio che si è qua- lificata per i mondiali del Qatar nel
lo scoglio degli ottavi di finale, che ci sono stati preclusi in Brasile e in Russia dall’Argentina e dalla Svezia. Forza Murat!


7. Allevia le sofferenze degli operai provenienti dai Paesi vicini che stanno lavorando senza soste e come schiavi alla costruzione delle strutture qatariote che ospiteranno mezzo mondo nel prossimo inverno. A questa povera gente va tutta la no-stra solidarietà.


8. Che una squadra ticinese, caro Babbo Natale, torni finalmente in Challenge League. Per il Chiasso sarà dura (un’impresa quasi titanica) ancora molte. Nella Capitale il ritorno fra i cadetti è atteso come il pane.


9. Un pensiero è rivolto anche ad Ajla del Ponte, Noé Ponti e Ricky Petrucciani, che con le loro prestazioni hanno portato in alto il nome del Ticino nell'anno che sta ormai volgendo al capolinea. Che possano ripetersi e migliorare i loro risultati!


10. Infine un’ultima richiesta: a tutti coloro che soffrono (sportivi e non) e stanno lottando, a tutti quelli che non vedono la fine del tunnel, un regalo per il 2022: il sorriso e la speranza.

RED.

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