Svizzera, 17 dicembre 2021

Le bordate di Maurer, dai posti letto al non poter dire ciò che si pensa

Non si può dire liberamente ciò che si pensa, perché esprimendo alcuni pensieri si viene "messi in un angolo". E ci sono discriminazioni tra vaccinati e non. Sono dichiarazioni clamorose quelle di Ueli Maurer durante un'intervista con l’editore e consigliere nazionale UDC Roger Köppel apparsa sulla Weltwoche.

"Mi preoccupa che ci sono cose che non si possono più dire ad alta voce in questo Paese. Si è immediatamente messi all’angolo. Questo è successo a me come consigliere federale, ma succede anche a migliaia, decine di migliaia di persone", ha detto, ritenendo come "sarebbe molto pericoloso
se, in una democrazia, non si potesse più dire ciò che si pensa, ed è ciò che sta già accadendo". Come le distinzioni tra chi si è vaccinato e chi non lo ha fatto o il suo caso quando ha messo la maglietta del gruppo anti misure.

Per Maurer sarebbe importante puntare su un potenziamento dei letti di ospedale. Trova contrastante che si cerchi di regolamentare chi può partecipare alle feste di fine anno o di Natale tra parenti e non si potenzi il numero di posti letto. 

Le sue critiche erano rivolte dunque anche ai colleghi di Governo, in particolare a Berset, che non nomina mai direttamente. 

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