Sport, 13 dicembre 2021

L’ex presidente Calloni: “Provo invidia per l’hockey”

FC Lugano: società solida, squadra che vince e convince ma il pubblico è scarso

LUGANO - I successi del Lugano, la solidità del club - passato da Angelo Renzetti in mani americane - e la ritrovata credibilità a livello nazionale, non sembrano aver scosso le anime del potenziale pubblico bianconero. Un dato inquietante e triste: domenica scorsa per Lugano-Sion a Cornaredo c'erano appena 2.430 spettatori. Inaccettabile, imbarazzante inaudito: fate voi. Di certo, questa è una situazione che non può far piacere al nuovo proprietario (Joe Mansueto), ai giocatori e a tutti coloro che si dannano l'anima per mandare avanti la baracca. Il Lugano è ultimo nella speciale classifica della media-spettatori casalinga (appena 2.735) ma non solo: il Grasshopper, penultimo, registra il doppio di sostenitori.


Parlare di covid, di maltempo, di stadio fattiscente è assolutamente fuorviante, perché questi numeri si registravano anche durante le gestioni che hanno preceduto il fallimento del 2003. Soltanto nella preistoria, ci scuseranno i protagonisti di allora, il calcio a Lugano dominava in tutto: potenzialità economiche, pubblico e attaccamento ai colori sociali. Come non ricordare, a questo proposito, le affluenze da paura degli Anni Sessanta? Lugano-Basilea 18 mila, Lugano-Zurigo 17 mila, Lugano-Bellinzona 16 mila. E via discorrendo. Altri tempi, ovvio, e i paragoni con il calcio di oggi sarebbero assurdi.

L’ex presidente bianconero Tullio Calloni, numero 1 della società ai tempi della sfida Lugano-Inter di Coppa UEFA, non riesce proprio a capacitarsi della disaffezione del pubblico verso i bianconeri. Lo abbiamo sentito nei giorni scorsi per parlare di questo argomento delicato.


Tullio Calloni: anche domenica un’affluenza semplicemente scandalosa. Eppure il Lugano è tornato ai vertici.
Francamente questi numeri non mi stupiscono più. Sono anni che si avanti così. A Lugano si pensa che tutto sia dovuto, che le squadre di calcio o di hockey debbano sempre lottare per il titolo e quindi soltanto nelle occasioni di cartello ci debba essere il pubblico allo stadio. Non funziona così: una squadra la si sostiene in ogni occasione. Bella o brutta che sia. Ma ho smesso da anni di credere che a Lugano possano esserci tanti spettatori per le partite di campionato. Basti ricordare cosa accadde dopo la nostra clamorosa qualificazione in Coppa UEFA ai danni dei nerazzurri interisti. Tre giorni dopo per Lugano-San Gallo c'erano a malapena tremila spettatori.


Però i risultati non mancano.
Guardi: il FC Lugano soffre ormai da tanti anni la concorrenza dell' HCL. Provo invidia per l’hockey, che ha saputo accattivare i giovani più del calcio. Non sono un appassionato ma quando mi capita di vedere tante giovani donne e tanti giovani sugli spalti della Corner Arena, mi dico: questa
gente non la vedo a Cornaredo. Oppure è pochissima. Purtroppo nel nostro stadio vengono soprattutto le generazioni soprai 40-50 anni. Pensi che in tribuna centrale c'e ancora gente che seguiva la squadra ai tempi di Otto Luttrop. Lo zoccolo duro, insomma. E mi ci metto pure io in questo gruppo storico. Vorrei dire, inoltre, che c’è stato poco rinnovamento, anche se la società ha fatto di tutto per migliorare questa situazione.


Quali sono gli altri motivi di questa scarsa affluenza?
Il disco su ghiaccio, come detto, ha influito. Ma non solo: anche le pay TV ci hanno messo del loro. Tanta gente preferisce andare a San Siro o a Torino, anche se recentemente un po' meno. Il calcio italiano non piace più come ai tempi di Sacchi o Trapattoni. E poi secondo me c’è un altro aspetto da non trascurare...


Dica…
Nel Lugano giocano sempre meno elementi cresciuti nel vivaio locale e che poi approdano in prima squadra. Questo è un fattore assai importante. La gente non si riconosce nel club se manca il calciatore del posto o della regione. Forse che il calcio moderno non tiene più in considerazione questo fattore?


Ma c’è Croci Torti in panchina.
E alla lunga potrebbe essere un vantaggio. Un ticinese alla guida del Lugano fa notizia e forse questo aspetto potrebbe scrollare di dosso l'apatia del pubblico assente. Chissà… Anche se, aggiungo, domenica scorsa non mi sembra che la presenza del bravo Mattia in panchina abbia convogliato tanto pubblico allo stadio. Eppure la squadra lo meriterebbe. Sta facendo benissimo e magari vince anche la Coppa Svizzera.


Dal pubblico al presidente americano. Le piace il nuovo corso?
Inizialmente ho fatto fatica ad accettare questo passaggio epocale di consegne. Il Lugano è sempre stato un club locale (la parentesi di Preziosi non la calcolo perché era Renzetti il vero condottiero) e vederlo finire in mani straniere mi aveva fatto sorgere qualche dubbio. Ora però sono convinto della bontà di questa scelta: i nuovi dirigenti sono seri, affidabili e competenti. Se sapranno capire la nostra mentalità, faranno buone cose.


Tullio Calloni ci ricorda infine che…
Prima di Natale, coronavirus permettendo, al Golf di Magliaso si terrà la tradizionale cena dei...reduci del 1968 ossia dei giocatori del Lugano che vinsero la finale di Coppa contro il Winterthur. Ci saranno Simonetti, Indemini, Prosperi, Chiesa e Brenna. Un incontro che si svolge dalla notte dei tempi e al quale parteciperà anche il sottoscritto.

M.A.

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