Svizzera, 22 novembre 2021

In lockdown un’altra volta? "Ma non se ne parla proprio!"

*Articolo dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Dal fronte dello stramaledetto virus cinese, le notizie non sono positive. Che con l’arrivo del freddo i contagi sarebbero tornati a salire non è una sorpresa. Tanti contagi non vuole però ancora dire tante ospedalizzazioni e tanti decessi. Per questo possiamo ringraziare il vaccino. Che non rende immuni. Anche chi è vaccinato può contagiarsi e contagiare. Però, nella stragrande maggioranza dei casi, avrà un decorso lieve. Quindi non andrà in ospedale, o peggio. Esempio concreto: di recente nelle case per anziani ticinesi ci sono stati dei piccoli focolai di ospiti contagiati, malgrado fossero vaccinati. Tuttavia, questi anziani - alcuni anche alquanto debilitati dall’età e da altre patologie - hanno avuto solo sintomi lievi, o addirittura nessun sintomo. E quindi sono guariti. Senza vaccino, l’esito sarebbe stato diverso.
 

Il ballo delle G

Alcuni paesi europei, come l’Austria, sono passati dal sistema delle 3 G a quello delle 2 G. Non si tratta di telefonia mobile, ma di certificati covid. In Svizzera, dove c’è il 3 G, ottiene il green pass chi è vaccinato (geimpft) guarito (genesen) o testato negativo (getestet). Il 2 G limita l’accesso al pass ai soli vaccinati o guariti. Quindi il test negativo non basta più.
 

Per non saper né leggere né scrivere, dal punto di vista prettamente sanitario la misura è priva di logica. Come detto sopra, anche i vaccinati, così come i guariti, possono essere positivi. Quindi contagiarsi e contagiare. L’unica persona che sicuramente non porterà in giro il virus è il testato negativo. Il 2 G può dunque solo servire come mezzo per spingere le vaccinazioni. Infatti in Austria la sua introduzione ha portato ad un’impennata delle richieste di punture. Perché lì ormai l’alternativa è: o ti vaccini, oppure - come disse un noto virologo italiano - finisci “chiuso in casa come un sorcio”.
 

Due cose da ricordare
 

Per il momento la Svizzera esclude il passaggio al 2 G. Ma simili promesse, fatte nell’imminenza della votazione sulla legge covid, non sono oro colato. La legge in questione, su cui voteremo il 28 novembre, ha un solo punto controverso: il famoso “pass”. A tal proposito se ne sono sentite di tutti i colori. Prima di depositare la scheda nell’urna occorre avere presente un paio di cosette. La prima: se anche dovesse passare il No alla legge covid, il pass resterebbe comunque in vigore fino al marzo 2022.

La seconda: il covid pass, piaccia o non piaccia, è l’alternativa ad un altro lockdown. Senza il pass, davanti all’aumento dei contagi il governicchio federale tornerebbe a decretare la chiusura di ristoranti, bar, palestre, cinema, teatri, eventi e tutto il resto. Un lockdown, ormai l’abbiamo imparato sulla nostra pelle, non dura due settimane. Dura quattro mesi. Ed ha costi economici, sociali ed umani insostenibili. Nessuno si illuda che non verrebbe decretato: il governicchio federale è ostaggio della $inistra chiusurista. L’Ufficio federale di sanità pubblica è colonizzato da funzionari ro$$i chiusuristi. La stampa di regime, a partire dalla SSR, è in mano a giornalai ro$$i chiusuristi. La posizione della classe medica è nota: e sarebbe lei a dettar legge.

La scelta
 

Non si tratta dunque di scegliere tra covid pass e libertà per tutti, ma tra covid pass e lockdown. Il pass non penalizza i non vaccinati; avvantaggia i vaccinati. Senza l’opzione del pass tutti, vaccinati e non vaccinati, finirebbero “chiusi in casa come sorci”. E allora non si vede perché chi è vaccinato (la maggioranza) dovrebbe accettare di farsi rinchiudere un’altra volta, la terza, a causa di chi non si è voluto vaccinare.
 

Si è liberi di rifiutare l’immunizzazione, ma ci sono delle conseguenze (negative). Ed è chiaro che queste conseguenze le deve affrontare chi ha scelto di non vaccinarsi. Non possono essere imposte anche a chi si è vaccinato.
 

Aiuti economici
 

Il covid pass è però solo una componente della legge covid. Essa prevede parecchio altro. In particolare, l’estensione degli aiuti ai lavoratori ed alle imprese colpiti dalla pandemia. Con un no, queste estensioni verrebbero a cadere. La conseguenza sarebbe un’ulteriore perdita di impieghi. E in questo sfigatissimo Cantone a rimanere a casa sono i residenti, mentre il numero di frontalieri continua ad aumentare ed ormai sfiora quota 75mila.
 

Che il covid pass non raccolga applausi è ben comprensibile. Occorre però turarsi il naso e votare Sì alla legge covid. Per gli aiuti economici, per salvare posti di lavoro e per impedire al governicchio federale di “chiuderci tutti in casa come sorci” per la terza volta.

*Edizione del 21 novembre 2021

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