Sport, 31 agosto 2021

Fazzini tra rinnovo, errori e McSorley: “Non ho avuto dubbi. In passato ho pensato di cambiare…”

L’attaccante del Lugano ha commentato la firma sul nuovo contratto prolungato di altri 5 anni: “Posso definirmi una mezza bandiera e sono un altro Fazzini”

LUGANO – Durante il lockdown dello scorso anno il motto era: «Io resto a casa». E quelle parole, evidentemente, Luca Fazzini le ha imparate molto bene e le ha fatte sue. Sorvolando sul gioco di parole, è evidente come il “Fazz” questo Lugano lo senta suo, lo senta come una sua seconda casa, una sua seconda famiglia, altrimenti sarebbe difficile da spiegare un rinnovo contrattuale di ben 5 anni: “È stato molto semplice arrivare all’accordo, già durante la scorsa stagione ho avuto ottime sensazioni sul ghiaccio, ritagliandomi un ruolo importante. Inoltre con gli acquisti fatti in difesa e l’arrivo di McSorley non avevo nessun motivo per lasciare Lugano. Ora inizio la mia 10a stagione in maglia bianconera e il rinnovo era ciò che volevo io e quello che voleva il club”.
 
Possiamo definirti LA bandiera del Lugano, anche per il fatto che sei ticinese…
Sono un giocatore maturato, che fa parte dello spogliatoio. Mi sento un leader e cerco sempre di aiutare i miei compagni di squadra ad integrarsi, compresi i giovani. Posso definirmi una mezza bandiera… sono giovane e c’è ancora tanta strada da fare.
 
Il desiderio di provare un’altra esperienza, magari oltre Gottardo, non si è mai fatto sentire?
Chiaramente ogni giocatore durante la sua carriera pensa di fare, o di poter fare, delle esperienze lontano da casa. Ci ho pensato ma da nessun’altra parte
mi sarei potuto sentire come a Lugano. Negli altri anni c’era il pensiero di cambiare aria, ma vedendo il mercato fatto specialmente quest’anno e le decisioni tecniche prese non ho avuto dubbi.
 
Quel Fazzini che in estate si allenava poco e male, ha quindi lasciato campo a un Fazzini nuovo, maturo, pronto per prendersi le responsabilità…
Alcuni giocatori capiscono questa cosa prima, altri più tardi. Ora ci sono arrivato: senza lavorare duro, basandosi solo sulle qualità tecniche non vai da nessuna parte. Negli ultimi anni ho iniziato ad allenarmi con serietà, il mio fisico e cambiato e ora a 26 anni sono un giocatore maturo, con esperienza in questa lega. Sì, posso dirlo: sono un altro Fazzini
 
McSorley non è certo il primo allenatore che incontri qui a Lugano. Da avversario era odiato un po’ da tutti… viverlo da vicino invece che sensazioni offre?
Da avversario era chiaramente odiato da tutte le altre squadre, ma nel contempo rispettato. Ecco perché quando ha firmato col Lugano ero molto felice: conoscendolo, posso dire che non è così duro. E’ gentile, la comunicazione con lui è importante e si riesce a dialogare. Sicuramente si farà sentire anche in modo duro quando qualcosa non andrà o se qualcuno si permetterà di non lavorare come vuole lui. La squadra lo sa e infatti abbiamo iniziato subito a giocare l’hockey che preferisce.

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