Sport, 12 luglio 2021

“Credevo di non farcela, poi è arrivato il miracolo”

Filippo Colombo si è ben ripreso dal brutto infortunio e si prepara per i Giochi

LUGANO - Les Gets, alta Savoia. Non è giornata per Filippo Colombo che si deve accontentare del 43esimo posto nel cross country. La Coppa del Mondo a volte è amara. “Sono partito abbastanza bene – ci dice al telefono il biker del Velo Club Tamaro – ma poi ho patito il gran freddo e sono scivolato indietro. Peccato. È stata comunque una buona occasione per fare un po' di chilometri in vista delle Olimpiadi. Era da maggio che non correvo, dall'infortunio al bacino che mi ha fatto temere il peggio”.


E che, per inciso, avrebbe potuto cambiare radicalmente la stagione del ticinese. Ora però quei brutti momenti sono alle spalle: Filippo si prepara con dedizione e grinta ai Giochi olimpici di Tokyo che partiranno il prossimo 23 luglio. Il sogno sta per realizzarsi. “Partecipare alle Olimpiadi credo sia il top per ogni atleta. Esserci è veramente magnifico”.


Filippo: solo due mesi fa tutto sembrava finito.
Esatto. Il mio sogno di disputare una Olimpiade pareva fosse morto e sepolto. La rottura del bacino che mi sono procurato durante la prova di Coppa mi aveva messo in ginocchio. Il mondo mi era crollato addosso. Improvvisamente tutti le mie aspettative e le mie speranze erano finite al macero. Invece è avvenuto il miracolo… 


Come si sente ora?
Decisamente meglio, ho cominciato 8 giorni dopo la frattura a salire sui rulli ed ho costantemente aumentato i carichi di lavoro. Poi i dottori mi hanno detto che avrei potuto andare in bicicletta ma soltanto sull’asfalto. Al sol pensiero ero molto contento. Non avrei mai immaginato di potermi allenare cosi presto dopo la caduta di Albstadt. 


Ma dopo la caduta è stata dura.
La prima settimana post-infortunio è stata terribile. Facevo fatica a muovermi, non riuscivo a coordinare i movimenti. Anche se la diagnosi non era cosi terribile. Dopo circa 8 giorni mi sono sottoposto ad una radiografia in movimento alla clinica Ars Medica di Gravesano ed è uscito fuori che la situazione non era compromessa. Infatti, appena l'ematoma si è ritirato, ho cominciato a stare meglio. A poco a poco tutti i dubbi, le paure e le incertezze se
ne sono andate. Ho ricominciato a camminare bene e pian piano ho ripreso a pedalare.


Poi, inaspettata, è arrivata la chiamata per i Giochi.
Debbo dire che non mi aspettavo nulla del genere. Probabilmente il selezionatote (Bruno Diethelm) ha voluto premiare i miei risultati degli ultimi anni ed ha tenuto conto di una condizione fisica in netto miglioramento. E dopo aver sentito ilparere di medici ha deciso di inserirmi nella lista dei convocati per Tokyo. Mi sembrava di essere rinato. Potevo accarezzare nuovamente il sogno. Va detto inoltre che durante la mia assenza coloro che ambivano ad un posto per i Giochi non hanno fatto risultat eclatanti. 


Come procede la sua preparazione?
Dopo la trasferta francese di Coppa del Mondo ed una settimana di pausa in Ticino, mi recherò in Costa Azzurra per fare la gamba su un percorso molto simile a quello giapponese. Sarà anche una buona occasione per sistemare la parte fisica.


Obiettivo per Tokyo?
Difficile dirlo, anche perché non so inquali condizioni fisiche mi presenterò. Ora sto bene. Mi piacerebbe entrare fra i primi dieci ed ottenere il diploma olimpico. Non sarà assolutamente facile, vista la concorrenza. Medaglie? La vedo davvero dura… 


E gli altri svizzeri?
Vedo bene Matthias Flückiger e naturalmente Nino Schurter, i nostri portabandiera. Hanno nelle corde una Olimpiade da grandi protagonisti. La Svizzera punta molto su di loro. Però...


Però?
Nella gara regina al via ci saranno due corridori di grande livello, quali Mathieu Van der Poel e Thomas Pidcock, entrambi provenienti dalla strada. Sono stati protagonisti sulle ruote leggere e anche in mountain bike possono fare la differenza. Sono nel ristretto numero dei favoriti. Van der Poel, credo, è il corridore da battere. Avete visto cosa ha fatto al Tour de France? Auguri allora al nostro biker. Nella speranza che possa tornare in condizioni ideali per essere protagonista anche sui tornanti dei Giochi Olimpici.

M.A.

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