Sport, 13 aprile 2021

1980, un brutto Europeo. Vince la solita Germania

Raccontiamo la storia della rassegna continentale dalla prima edizione in poi

LUGANO - È un Europeo che nasce sotto una cattiva stella. Lo organizza l’Italia e proprio nel Belpaese tre mesi prima del fischio d’inizio esplode il “calcio scommesse”, uno dei tanti casi illegali della storia del football peninsulare. La nazionale di casa, che nutre speranze di gloria, si presenta in condizioni morali pessime per non dire di peggio: lo scandalo del totonero fa vittime illustri. Fra i giocatori che hanno“maneggiato” con Alvaro Trinca e Massimo Cruciani, ce ne sono due che costituiscono l’asse portante dell’attacco azzurro: il laziale Bruno Giordano e il perugino Paolo Rossi, recentemente scomparso. In quella che viene definita la domenica delle manette (il 23 marzo), una decina di calciatori ed alcuni dirigenti (fra i quali il presidente del Milan Felice Colombo) vengono arrestati proprio dentro gli stadi. Coinvolti diversi club che vanno per la maggiore fra i quali il Milan e la Lazio. Per la cronaca: Giordano verrà squalificato per 3 anni, Rossi per due. Ma le rogne non sono finite: gli stadi non sono atti alla bisogna. Anzi. Torino, Milano, Napoli e Roma presentano strutture fatiscenti. Eppure l’UEFA non se n’era fatto un problema al momento di assegnarli all’Italia. C’è, anche, una novità: la federazione europea ha deciso per una fase finale allargata, non più solo semifinali e finale ma due gruppi di quattro squadre ciascuno al termine dei quali le prime vanno direttamente all’atto decisivo. Si toglie così il pathos delle semifinali. Assurdo. Così a giugno si presentano ai nastri di partenza l’Italia (qualificata d’ufficio), la Germania, l’Olanda, il Belgio, la Spagna, l’Inghilterra. la rivelazione Grecia e i campioni in carica della Cecoslovacchia. Nei gironi eliminatori ci sono alcune sorprese: fuori Polonia e Francia, che due anni dopo saranno semifinaliste ai Mondiali iberici, l’Unione Sovietica e il Portogallo. La Svizzera? Un fallimento. Gli Europei li vediamo con il binocolo. Meritatamente, per altro.


E mentre sui giornali infuriano le polemiche per il calcio scommesse (le testimonianze di Cruciani e Trinca buttano benzina sul fuoco), l’Italia debutta a Torino contro la Spagna. Ne esce un bruttissimopareggio e la squadra di Bearzot mostra una grande fragilità offensiva: Bettega e Graziani noncolmano l’assenza
di Rossi. In Italia, oltre al calcio scommesse e all’Europeo, intanto si guarda giàalla prossima apertura delle frontiere.


Si parla di Platini, di Maradona e dei fenomeni brasiliani. Nella partita inaugurale si registra il primo flop della manifestazione: solo 11 mila spettatori assistono a Roma alla vittoria della Germania sui campioni della Cecoslovacchia. Ma c’è di più: a Torino, dove gioca l’Inghilterra, scatta l’allarme hooligan. Durante la partita contro il Belgio i tifosi albionici costringono l’arbitro a interrompere il gioco dopo un fitto e insistente lancio di lacrimogeni contro la polizia. È un primo importante avviso di quanto avverrà negli anni a seguire…


A livello sportivo non si registrano grandi scossoni: la Germania vince il big match contro l’Olanda e si aggiudica il girone davanti alla Cecoslovacchia. I tedeschi vanno direttamente in finale, i campioni in carica giocheranno la finalina contro l’Italia, che ha sì sconfitto l’Inghilterra con un gol di Tardelli ma non riesce a scalfire il Belgio. La squadra di Bearzot dovrebbe imporsi, perché a parità di punti e differenza-reti va avanti chi ha segnato di più. Ma contro la squadra di Guy This gli azzurri non vanno oltre lo 0-0 e sono eliminati. I giornali, e ti pareva, sparano a zero. Bearzot, che due anni dopo farà ricredere tutti, finisce inevitabilmente sulla graticola. Il CT accusa però i belgi: “ Hanno picchiato tutta la partita, è stata una caccia all’uomo”.


Secondo alcuni giornali, invece, si arrampica sugli specchi. L’unica cosa che conta veramente è che il Belgio è finale. Ora Moor e soci se la vedranno con la favoritissima Germania e se la giocheranno sino all’ultimo minuto. Sino a quando Horst Hrubesch, attaccante dell’Amburgo, darò un brutto colpo alle loro ambizioni segnando la rete decisiva. Nota bene: l’attaccante dell’Amburgo (autore già della rete inaugurale) non ci doveva nemmeno essere a quell’Europeo (a causa di un precedente infortunio alla caviglia). Per la Germania è decisamente un decennio d’oro: campione d’Europa nel 1972 e nel 1980 e campione del mondo nel 1974. Über alles!

JACK PRAN

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