Ticino, 26 marzo 2021

È nato in Svizzera ma è indebitato e in assistenza: espulso

A nulla è valso il ricorso presentato dall’avvocato Elio Brunetti. Anche il Tribunale federale ha confermato l’espulsione di un cittadino italiano nato in Svizzera nel 1964.

“Egli non svolge più nessuna attività lucrativa dalla fine del 2013 – scrivono i giudici nella sentenza pubblicata oggi – e durante la sua permanenza nel nostro Paese ha accumulato diversi debiti (…). L’integrazione – in particolare economica – è quindi scarsa e vi è un chiaro interesse pubblico a porre fine al suo soggiorno nel nostro Paese”.

Celibe e senza figli, l’uomo aveva vissuto in Svizzera per quasi trent’anni prima di trasferirsi negli Stati Uniti, nel 1993. Era quindi tornato in Svizzera nel 2005 e aveva ottenuto un permesso di dimora.

Già nel 2012 però la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni si era rifiutata di rilasciargli un permesso di domicilio a causa del suo eccessivo indebitamento. Aveva potuto tuttavia mantenere il permesso di dimora.

Visto che la sua situazione economica era ulteriormente peggiorata, nel 2016 la Sezione della popolazione aveva deciso di negarli anche il rinnovo del permesso di dimora.

L’uomo ha ricorso prima al Consiglio di Stato, poi al Tribunale cantonale amministrativo e infine al Tribunale federale.

Ma tutti gli hanno dato torto, compresi i giudici della massima corte elvetica, che hanno giudicato la sua espulsione “conforme alla legge” e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

“Stabilendosi nella fascia di confine, potrà mantenere il rapporto con la sorella e la madre” scrivono i giudici, che oltre a respingere il ricorso hanno messo a carico dell’uomo le spese giudiziarie di 2'000 franchi.

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