Sport, 07 marzo 2021

“Non ho mai perso la calma. Le critiche mi esaltano”

Noam Baumann è stato fra i grandi protagonisti al Tourbillon

LUGANO - Basta un gesto, un tocco o un semplice dettaglio. Basta poco per far cambiare l’inerzia di una partita e se possibile provocare una svolta: è quanto è successo giovedì scorso al Tourbillon nella sfida da “6 punti” fra il Sion e il Lugano. Pensate: per una buona mezz’ora, la squadra di Fabio Grosso aveva messo in ambasce i bianconeri, per altro vicinissimi al tracollo. Poi, le coordinate sono improvvisamente cambiate dopo il provvidenziale intervento di Noam Baumann sul tiro ravvicinato dell’attaccante lettone Uldrikis. L’inconsapevole portiere ha infatti trasmesso la scossa a tutta la squadra che, liberatosi da una sorta di fardello psicologico, ha cominciato a giocare e pochi secondi dopo è pure andata in vantaggio con Custodio. Dall’inferno al paradiso, insomma: con tanti saluti ai vallesani e al suo allenatore che venerdì pomeriggio è stato scaricato da Constantin.

Noam Baumann: il suo intervento-miracolo durante la pressione del Sion, ha cambiato la storia della sfida di giovedì scorso.
Ammetto – dice il portiere bianconero – che sino a quel momento, se non sbaglio era la mezz’ora del primo tempo, i vallesani ci stavano mettendo in difficoltà. E probabilmente il mio intervento su Uldrikis ha caricato tutta la squadra, che poi si è “liberata” ed è andata a vincere.

La sua è stata una parata d’istinto.
Come spesso capita ad un portiere. Non saprei dire se si tratta di un miracolo, di certo ha creato frustrazione nella testa deii vallesani.

Nelle pagelle dei giornalisti lei ha preso note altissime: anche un 5.5.
Leggo poco i giornali. Anche perché è facile cadere dall’altare alla polvere. Se ne fai una mezza, vieni messo subito in discussione, se sei protagonista ti esaltano tutti. Non c’è una linea. Ultimamente, poi, preferisco concentrarmi su altre cose.

Ci sembra di capire che sia un po' arrabbiato con i mass media ticinesi.
No, assolutamente. Tuttavia faccio fatica a capire
questi sbalzi di… umore.Sino a qualche settimana fa parlavano di Lugano da titolo, poi quando la squadra ha cominciato a perdere qualche punto, allora hanno dubitatodel nostro gruppo. Anche il sottoscritto è stato oggetto di grandi elogi prima e di critiche poi. Quest’ultime non mi hanno mai toccato, anzi mi hanno stimolato. Un calciatore, del resto, deve essere pronto a tutto.

La vittoria di Sion (perentoria, per altro) vi ha rimesso in carreggiata.
Ma non ci eravamo depressi prima! Eravamo consapevoli che le cose non girassero come avrebbero dovuto ma il gruppo è sempre stato unito. Con i tre punti conquistati in Vallese ora respiriamo decisamente meglio e siamo tornati in piena corsa per l’Europa. Ma non dobbiamo mollare la presa: perdiamo due partite e siamo di nuovo nei guai.

L’ultima vittoria risaliva al 24 gennaio scorso (1-0 al San Gallo). Poi tanti pareggi ed anche delle sconfitte. Qualcuno ha dato la colpa alle troppe assenze.
Non insisterei troppo su questo aspetto. Le assenze non aiutano nessuno. Chiedere lumi al Sion che contro di noi era privo di otto potenziali titolari. Però prima o poi tutte le squadre sono confrontate con questo problema. Non dobbiamo nasconderci dietro l’alibi delle defezioni di Maric, Sabbatini o Custodio nei turni precedenti. No, la squadra non ha saputo rendere per un calo di tensione.

Però il rientro di Maric è stato salutare per il Lugano.
Mjiat è un elemento preziosissimo. La sua presenza incute tranquillità alla squadra, lui è un vero leader. A Sion quando i vallesani ci stavano mettendo sotto pressione, ha trasmesso tanta calma a tutti.

Baumann: questa vittoria ha messo al riparo da brutte sorprese anche Maurizio Jacobacci.
Non credo che fosse in discussione. E poi in settimana scorsa il presidente Renzetti è venuto a rincuorarci e a sostenere il Mister. Un atteggiamento che ha portato serenità a tutta la squadra.

M.A.
 

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