Sport, 31 gennaio 2021

7 stranieri sul ghiaccio: come rovinare un processo di crescita

La decisione presa venerdì è davvero complicata da decifrare, visto che il processo di crescita dei giovani aveva portato fin qui ad avere una Nazionale davvero competitiva

LUGANO – Venerdì la National League ha comunicato alcune importanti decisioni in merito al futuro della Lega. Tra queste la controversa decisione di poter schierare, a partire dalla stagione 2022/23, ben 7 stranieri in pista, mentre lo statuto di “licenza svizzera” sarà limitato ai giocatori stranieri con meno di 22 anni. Ciò significa che a partire dalla stagione seguente il 22° compleanno, questi giocatori faranno parte del contingente straniero della squadra.

Questo darà la possibilità a chi viene formato per almeno cinque anni nelle leghe giovanili svizzera di ottenere il passaporto svizzero e di essere poi a disposizione della Nazionale maggiore.

Una decisione, figlia di un compromesso, che scontenta tutti, in primis i giocatori, ma anche la Federazione elvetica di hockey: “La SIHF
si dissocia dalla decisione presa. Siamo contrari a questo aumento perché avrà delle conseguenze negative per l’hockey svizzero, per le prossime generazioni di ragazzi e per i giocatori rossocrociati”, si leggeva nel comunicato diramato sempre venerdì.

In effetti, potendo schierare 7 stranieri, quanti saranno i giovani che potranno trovare con regolarità un posto sul ghiaccio? Cosa faranno i nuovi Fazzini, Ugazzi, Villa, Fora o Pezzullo? Perché cambiare e dare meno spazio ai giocatori elvetici, visto che questo sistema dei 4 stranieri ha portato a una crescita importante del nostro hockey che come frutto ci ha consegnato due argenti mondiali incredibili negli ultimi anni?

Una decisione davvero difficile da comprendere. Un cambiamento che forse gli amanti dell’hockey rimpiangeranno…

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