Sport, 29 dicembre 2020

Il 2020 si chiude con le lacrime per il Ticino hockeystico

Lugano e Ambrì sotto caduti nell’ultima uscita stagionale, non riuscendo avere la meglio di Rapperswil e Davos

RAPPERSWIL/DAVOS – Dopo i passi avanti visti a Davos… il Lugano ha fatto 5 passi indietro. 5, esattamente come le reti incassate ieri in quel di Rapperswil. Troppo brutto per essere vero specie nel primo periodo, il gruppo allenato da Pelletier non è mai riuscito veramente a entrare in partita in terra sangallese.
 
Un vero peccato perché il 5-2 finale fotografata sì quanto visto sul ghiaccio, ma non il reale valore delle due compagini. Ma il disco ha parlato e ha sottolineato che i bianconeri hanno forse patito troppo non solo la stanchezza della sfida disputata domenica a Davos, ma anche il viaggio di ritorno dai Grigioni e quello di andata in direzione Rapperswil. Sì, perché nei primi 20’ i bianconeri non sono praticamente scesi dal bus, lasciando via libera ai Lakers che sono stati bravi a tracciare un solco importante che non è mai stato riempito da Bertaggia e compagni.
 
Si è chiuso così, mestamente, questo 2020 davvero complicato e strano. Mentre il 2021 si aprire il 2 gennaio proprio a Davos, dove ieri anche l’Ambrì ha salutato l’anno solare con un KO.
 
Un KO meno risonante e meno netto. Il 3-1 finale ha premiato Ambuhl e soci, mentre i leventinesi hanno incassato la quinta sconfitta consecutiva, ma ancora una volta la truppa di Cereda non ha demeritato.
 
Tonica sul ghiaccio fin dall’inizio, la compagine biancoblù non è stata in grado di sfruttare quanto creato incassando il primo duro colpo alla prima occasione contesa, che ha poi indirizzato sulla via sbagliata tutta la sida.
 
Così anche per l’Ambrì il 2020 si chiude con una sconfitta, mentre il 2021 si aprirà con la complicata sfida al Friborgo del 2 gennaio.

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