Sport, 24 novembre 2020

“Il 2021 sarà l’anno-chiave: Giochi e college nel mirino”

A colloquio con Noè Ponti, dominatore dei recenti campionati svizzeri di Sion

LUGANO - Il locarnese Noè Ponti è il portabandiera del nuoto cantonale. Non crediamo ci siano dubbi a proposito. Era dai tempi di Flavia Rigamonti, del resto, che non si sentiva parlare tanto di questa disciplina: certo, non siamo ancora ai livelli di Fly, almeno per quanto concerne i risultati in campo internazionale, ma il talento e la forza del giovane di Gambarogno lasciano intendere che presto arriveranno anche quelli. Oggi come oggi Noé Ponti è (con Alja del Ponte) lo sportivo ticinese di maggior spicco, le tre medaglie d’oro conquistate ai campionati svizzeri assoluti di Sion sono lì a testimoniare il suo stato di forma e la sua grande motivazione. 

“È stato un anno travagliato – ci ha detto al telefono – Il Covid-19 ci ha praticamente scombussolato la stagione e impedito di allenarci per tanti mesi. Il periodo di inattività non ha fatto bene a nessuno, anche perché gli allenamenti in piscina sono stati annullati. Ho dovuto comprare una cyclette e prepararmi a casa. Non il massimo”. 

Il virus ha mandato all’aria piani e programmazione ma, afferma convinto Noé, “è stato un periodo di crescita in cui bisognava trovare le energie psichiche per affrontare una crisi inedita e inaspettata. Io ci ho provato: è stata dura, affatto scontato. Alla fine ho imparato molto e così ai campionati svizzeri mi sono presentato con tanta grinta in corpo e nella mente”. 

Partiamo proprio dai problemi provocati dalla pandemia.
Sette settimane senza nuotare! – afferma Noè – Se non reagisci, soprattutto dal punto di vista mentale, rischi di buttar via tutto ciò che hai fatto prima. Ho dovuto fare di necessità virtù ed allenarmi, come ho detto prima, in casa. Una situazione nuova, con la quale ho dovuto convivere. Poi pian piano il virus ha allentato la morsa e metà maggio abbiamo potuto riprendere a nuotare. Sembrava la fine di un incubo. Con Massimo Melloni, il mio allenatore, abbiamo stilato un programma per recuperare terreno … 

Ritornare ai ritmi precedenti non è stato semplice.. 
No, ma ce l’abbiamo messa tutta. Senza lasciare nulla al caso, con grande dedizione e con una frequenza di 9-10 ore la settimana. Assillati comunque dai continui rinvii o dalla cancellazione di parecchi eventi. In pratica mi chiedevo: ma mi alleno per cosa? Per cosa faccio questi sforzi se non si gareggia? Sembra facile ma in realtà la mente lavora così. Ci vuole tanta concentrazione per mantenersi sempre sul pezzo. 

Poi finalmente sono arrivati i campionati svizzeri di Sion. 
Un banco di prova molto importante. Con un bottino personale (tre ori, ndr) che mi rende molto felice anche se credo che il tempo stabilito nei 200 metri farfalla, vicinissimo al primato nazionale di Desplanches, sia stato la ciliegina sulla torta. Di certo, questa manifestazione mi ha permesso di valutare il quadro generale in vista dei prossimi impegni.

Il Sei Nazioni di Rotterdam…
Nel meeting del prossimo inizio di dicembre, proverò ad ottenere i limiti per andare alle prossime Olimpiadi di Tokio del 2021. Ma senza stress, senza avere addosso l’ansia di dover stabilire quei tempi che mi permetterebbero di staccare il biglietto per il Giappone. Nella speranza poi che i Giochi abbiano luogo… 

A proposito: cosa si dice nell’ambiente natatorio?
Che si dovrebbero disputare. Anche se, con ogni probabilità, senza il pubblico. E sarebbe un vero peccato. Quando un atleta vede la gente sugli spalti trae grandi motivazioni. Vedremo. Sino all’estate prossima ci sono ancora tanti mesi. E poi non sappiamo ancora cosa succederà con questa pandemia…Non è comunque escluso che il CIO decida di creare una sorta di bolla, come hanno fatto nella National Basket League in occasione delle finali per il titolo.

Il 2021 per lei sarà fondamentale…
Sarà un anno chiave. I Giochi Olimpici di Tokyo e gli studi sono al primo posto della mia agenda. Dal punto di vista sportivo non mi nascondo: la trasferta asiatica è per un obiettivo quasi imprescindibile. Nel senso che ho dentro di me una motivazione incredibile per raggiungere questo traguardo. Non sarà semplice ma sono sulla buona strada. E poi dall’autunno del prossimo anno inizierò a studiare negli Stati Uniti. Una grande opportunità.

Raleigh, Carolina del Nord…
Nuoto ed economia. Una possibilità di affinare questo bellissimo sport e di aprirmi le porte verso una professione futura. In questo college, la North Carolina State, troverò altri atleti nella mia condizione. Era da tempo che volevo fare questo passo: sono stato contattato da parecchi istituti scolastici e alla fine ho scelto questo. L’ho trovato più vicino alle mie esigenze e il loro progetto mi piaceva proprio. Intanto però, come dicevo prima, c’è ancora un anno in mezzo. E tanti appuntamenti importanti. Concentriamoci su uno alla volta.

A.M.

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