Ticino, 22 settembre 2020

"Vorrei che questi Europei fossero un segnale positivo”

Si avvicina l’evento organizzato dal VC Tamaro. Ne parliamo col presidente Cattani

RIVERA - Sono giorni intensissimi per il comitato organizzatore dei prossimi Europei di mountain bike in programma ad 15 al 18 ottobre prossimi sulle pendici del Monte Tamaro. C’è da finire un lavoro di grossissima portata, per il quale il tempo è molto stretto. Ma il VC Tamaro è abituato a certi sforzi: nel 1996 mise in piedi un Mondiale su strada rimasto nella storia in soli otto mesi. Fu un’impresa memorabile. Ma intanto i giorni passano e il nuovo evento si avvicina. Per fare il punto della situazione abbiamo parlato con il presidente del comitato organizzatore Marzio Cattani.

Presidente: manca un mese agli Europei, tutto pronto?
Se rispondessi che tutto è già pronto, sarebbe un'esagerazione. Non dimentichiamo che abbiamo ereditato solo poche settimane fa il compito ed il piacere di organizzare gli Europei di MTB. Posso però affermare che stiamo lavorando con un ritmo infernale. Il comitato con cui ho il piacere di collaborare sta viaggiando a tutta. Ogni membro, ogni settore specifico, svolge i suoi compiti in modo rapido ed efficace, e questo mi permette di dormire serenamente la notte. 

Per il VC Tamaro un altro fiore all'occhiello dopo i Mondiali del 1996 e del 2003... 
Esatto. Ed è proprio la consapevolezza di disporre di un 'know how' che ci permette di credere che anche questi campionati saranno un successo. I Mondiali su strada del 1996 a Lugano, quelli del 2003 al Tamaro, ma anche le 7 edizioni del Tamaro Trophy sono un esempio che funge da stimolo. Non avremo i grandi numeri, dovremo puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, ma sono certo che chi avrà modo di seguire le gare sul posto o davanti alla TV, non rimarrà deluso.

Avete temuto un rinvio o addirittura l'annullamento vedi Covid-19? 
Di questi tempi non c'è mai nulla di sicuro, quindi qualche timore lo abbiamo palesato. Tuttavia in noi ha sempre prevalso l'ottimismo, poiché eravamo coscienti di fare tutto il possibile per allestire una manifestazione sicura. L'incontro del 4 settembre con una rappresentanza del governo e delle istituzioni ci ha rasserenato. Salvo malaugurati cataclismi l'Europeo ci sarà. E ciò avverrà con la presenza del pubblico. Come detto, in numero limitato e controllato. Ciò significherà meno introiti, ma non è sulle entrate alla cassa che contiamo di colmare il budget previsto e che ammonta a circa 460.000 franchi. Ce la faremo grazie ai vari sostegni ricevuti: quello dello sponsor principale, Banca Stato, della Chicco d’Oro (che ci sostiene da sempre), dell’Ente ticinese del turismo, di Lugano Region e della Città di Lugano. Così come quello di alcuni Comuni della regione che hanno voluto essere partner di questa avventura. 

Quali saranno le categorie al via? 
Lungo i sentieri del Monte Tamaro vedremo in azione, sia in campo maschile, sia in quello femminile, le categorie Élite, Under 23, e Juniores. Il programma prevede 9 competizioni, poiché, oltre alle prove individuali, ci saranno anche il Team Relais e l'Eliminator, un'appassionante sfida gomito a gomito, entrata da pochi anni nel programma di Coppa del Mondo. 

Ci saranno anche gli svizzeri fra i possibili protagonisti... 
Siamo la nazione numero 1 al mondo, e non solo perché con la maglia rossocrociata gareggia Nino Schurter, che molti considerano come il più grande biker della storia, unitamente al francese Julien Absalon. Siamo in contatto con Thomas Frischknecht, uno degli straordinari precursori della MTB. È il team manager di Nino, e a giorni ci confermerà la presenza del fenomeno grigionese. Noi ci contiamo, anche se siamo certi che i colori svizzeri sarebberogià ben rappresentati dai vari Flückiger, Forster, Jolanda Neff, Sina Frei e altri ancora! 

E pure i ticinesi non mancano...
Già. Siamo tutti impazienti di sapere come si comporterà Filippo Colombo, al suo primo anno fra gli Élites, su un percorso di cui conosce ogni sassolino, ogni radice. Attualmente, i nomi dei selezionati non sono ancora stati diramati, tuttavia mi stupirei se fra di essi non ci fosse anche Linda Zanetti. La giovane cresciuta nel VC Capriasca, che veste i colori del VC Monte Tamaro, recentemente ha disputato un'ottima gara agli Europei su strada a Plouay, quindi immagino che farà altrettanto, magari anche meglio, sui sentieri di casa.

Purtroppo non ci saranno che mille spettatori. Un problema?
Solo in parte. L'aspetto fondamentale per noi è quello di arrivare al 18 di ottobre, guardarci negli occhi e dire: 'OK, ce l'abbiamo fatta.' Vorremmo che questi Europei fossero un segnale di ottimismo. Che fossero una pietra miliare sul cammino che spero ci possa portare presto ad una normalizzazione! 

Questione sicurezza: come state gestendo la situazione? 
La situazione è parsa subito molto complessa. Dobbiamo tener conto delle direttive diramate dai vari organismi sportivi. Siamo confrontati con quelle dell'Unione Ciclistica Internazionale, dell'Unione Europea di ciclismo, di Swiss Olympic, e Swisscycling. Senza dimenticare Confederazione e Cantone che hanno emanato delle ordinanze e delle direttive molto rigorose, che prevedono protocolli da riempire, e certificazioni da presentare con copia alle istanze sportive citate. Chi, all'interno del nostro comitato, si sta occupando di sicurezza e di protezione della salute, sta lavorando alacremente. L'ultima proposta di concetto è stata elaborata pochi giorni fa lavorando fino alle ore piccole poiché i tempi sono strettissimi. Confesso che non è facile essere ottimisti, ma fondamentalmente lo siamo. Ce la faremo ad essere pronti per il 15 ottobre.

Due parole sul percorso.
I bikers lo conoscono. Molti big ne hanno assaggiato le qualità in occasione delle varie edizioni del Tamaro Trophy. È un pecorso naturale, spettacolare, tecnico. Faremo in modo di permettere al pubblico presente di apprezzarne gli scorci migliori. Al resto ci penseranno le telecamere della RSI, che diffonderà l'evento.

A.M.

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