Sport, 21 settembre 2020

"Bellinzona, che tempi! Un peccato vederlo in Prima”

Nostra intervista a Cristian Ianu, l’ex bomber granata ora a Giubiasco

GIUBIASCO - A Giubiasco si fa sul serio. Oddio: non è che in passato la società biancorossa abbia preso le cose sottogamba, no! Ma è indubbio che ritrovarla nel campionato di Quarta Lega fa un certo effetto: sin dagli Anni Sessanta del secolo scorso, si è sempre mantenuta a cavallo fra la prima e la terza divisione, con un clamoroso “salto” in Lega Nazionale B nel 1974 quando alla presidenza c’era un certo Giuseppe Pep Albertoni, che sarebbe poi diventato numero 1 dell’AC Bellinzona.

Ora, come detto, c’è aria di riscossa dalle parti del Borgo e ciò è dovuto anche all’entrata in comitato di Manuele Morelli, ex presidente del Bellinzona promosso in LNA nel 2008 e finalista di Coppa Svizzera lo stesso anno. Pragmatico, duttile, realista, il titolare della Immprogramm SA ha disegnato con i suoi colleghi (un gruppo di amici) un progetto di lungo termine, senza fare voli pindarici e soprattutto senza buttare via soldi dalla finestra.

A Giubiasco si riparte con un concetto ben chiaro: largo ai giovani. Con una ciliegina sulla torta, e cioè Cristian Ianu, 37 enne ex bomber granata, che con Morelli ha “lavorato ’’ durante la stagione 2006/2007, quella dello spareggio perso contro l’Aarau.

Nato a Timisoara, città rumena salita alla ribalta nel 1989 quando scoppiò la rivoluzione che avrebbe portato alla caduta del dittatore Nicolae Ceausescu e del regime comunista, l’attaccante è cresciuto nell’Uta Arad e a 19 anni è stato acquistato dai granata insieme ad Adrian Pitt. I due, chi più chi meno, hanno fatto le fortune del club della Capitale.

“Quando sono arrivato a Bellinzona mi sono sentito subito a casa. La città e la gente mi hanno adottato senza troppi problemi. Non era scontato che un ragazzo che arrivava da una provincia lontana della Romania riuscisse ad inserirsi in un nuovo contesto” dice Ianu, che in queste prime giornate di campionato ha già dimostrato attaccamento e dedizione alla sua nuova squadra.

“Dopo l’esperienza di Monte Carasso (lo scorso anno, ndr) — ci ha detto Ianu nei giorni scorsi - non ho avuto nessun patema a calarmi nella nuova realtà. Lì ho ritrovato Manuele Morelli, con il quale ho condiviso il mio ultimo anno a Bellinzona prima di trasferirmi ad Aarau. La sua presenza nel comitato mi ha convinto ad accettare l’invito del club biancorosso. E il progetto pure: ho capito che sta nascendo qualcosa di interessante. Spero di farne parte a lungo ”.

Ianu vive con la compagna (la sorella di Kubilay Turkyilmaz) e il figlioletto Liam nella Capitale. Ma il calcio non è la sua principale attività. “ In questo momento mi concentro soprattutto su mio figlio. Faccio il...mammo. Nel senso che la mia compagna lavora ed io curo il bambino. È una esperienza straordinaria, il calcio diventa perciò un hobby che riesco a seguire senza stress o pensieri per la testa. Da notare che alleno una squadra di D9 del Giubiasco: mi diverto tantissimo ”.

Tornando al Giubiasco: “L’obiettivo è quello di salire di categoria, anche se il Locamo è un avversario durissimo. Lo abbiamo già affrontato ed abbiamo perso. Ma siccome saranno promosse due formazioni, beh, mi sento di dire che anche noi abbiamo delle ottime possibilità di arrivare in Terza Lega ”.

Cristian Ianu non si pone il problema di giocare in una categoria che non è certamente la sua. “Ci mancherebbe. Mi adatto benissimo alla nuova situazione. Eppoi non crediate che sia un campionato facile. Gli avversari mi conoscono e vogliono fare bella figura. Quindi: chi pensa sia una passeggiata è fuori strada ”.

Parliamo dell’AC Bellinzona dei tempi d’oro (quello attuale purtroppo naviga a vista, in attesa di tempi migliori). Parliamo dell’AC Bellinzona di Morelli, Degennaro e Petkovic. “Vlado l’ho avuto solo l’ultima stagione. Già si capiva che sarebbe andato lontano. Con il suo predecessore Maccoppi facevano fatica, quando arrivò Petkovic risalimmo la china e sfiorammo la promozione. Quanto al direttore sportivo: fu lui a scovarmi, grazie alla conoscenza con il patron della Errea Angelo Gandolfi che, guarda caso, era anche presidente dell ’UTA Arad in Romania. Arrivai con Pitt e mi piazzarono nei pressi del ristorante Varano, ritrovo di calciatori e amanti del calcio in generale. A proposito dei granata: spero che riescano a ritrovare la Lega Nazionale al più presto. E li il loro posto ”.

Ianu arrivò nell’estate (caldissima) del 2003: “Vero. E in panchina c ’era Baldo Raineri, un allenatore ammalato di calcio. Ricordo che disputammo un girone d’andata all’altezza delle grandi. E che gioco! ”

Poi, dopo i 4 anni trascorsi a Bellinzona, un lungo peregrinare nella Svizzera pedatoria. “Aarau, Lucerna, Sion, Wohlen... E ovunque mi sono trovato bene. Poi alla fine ho deciso di rientrare alla base...

E in Romania? “Con questo virus non è consigliabile tornarvi. In questo momento non è un posto sicuro. I miei genitori sono laggiù e ho voglia di riabbracciarli. Spero che la situazione migliori al più presto ”.

MDD
 
 

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