Mondo, 12 settembre 2020

I "Gilets jaunes" tornano in piazza, tra tensioni e divieti

Sono tornati in piazza i militanti del movimento dei "Gilets jaunes" dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia. Per la loro prima mobilitazione sabato mattina si erano radunate diverse migliaia di "Gilets jaunes" in diversi punti di Parigi e in altre città francesi.

Il ritorno delle manifestazioni avviene tuttavia in contesto teso e le autorità hanno imposto diversi limiti ai manifestanti, e in diversi casi hanno vietato loro di protestare. Il prefetto di polizia di Parigi Didier Lallement, citato da Le Figaro, ha avvertito che durante la manifestazione nella capitale "non potevano esserci distruzione o caos sugli Champs-Elysées", dove sono state vietate due manifestazioni ma nel primo pomeriggio si erano già registrati disordini nel 17° arrondissement, dove bidoni dell'immondizia sono stati dati alle fiamme e un'auto è stata data alla fiamme, ha detto un giornalista dell'agenzia stampa AFP. La polizia ha usato
i lacrimogeni per cercare di disperdere la folla.

"C'è preoccupazione per la serenità in questo viale sugli Champs-Elysées, che è una vetrina per il nostro Paese, di conseguenza ho vietato queste manifestazioni", ha detto il prefetto in una conferenza stampa.

Ottantuno persone erano già state arrestate alle 11.15 dall'inizio della giornata, soprattutto perché in possesso di oggetti che "non hanno posto in una manifestazione - cacciaviti, pinze, coltelli -" ha annunciato su Twitter la prefettura di polizia della capitale francese.

Altre manifestazioni hanno avuto luogo nelle principali città francesi (Marsiglia, Tolosa, Lione, Lille, Nantes, Nizza, Bordeaux o Strasburgo...). A Tolosa (sud-ovest), una delle roccaforti del movimento, la manifestazione è stata vietata dalle autorità locali in particolare a causa "dell'alto tasso di propagazione di Covid-19".

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